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South – Baylor avanti, finisce la corsa di Oral Roberts

Max Abmas - Oral Roberts
Autore: Andrea Mauri
Data: 28 Mar, 2021

Baylor fatica per 30′ e poi viene a capo di una Villanova che esce dopo aver fatto un torneo al di sopra delle aspettative, Oral Roberts non sarà la prima #15 ad arrivare alle Elite Eight perchè Max Abmas sbaglia la tripla della vittoria e così Arkansas compie l’ennesima rimonta e supera le Sweet16 dopo 26 anni.

#1 Baylor – #5 Villanova 62-51
#3 Arkansas – #15 Oral Roberts 72-70

L’importanza della difesa, ovvero dell’assenza di una Pg

Per 30′ Villanova ha fatto tutto quello che doveva fare: pazienza in attacco e forte difesa sull’arco. Ma quando Baylor ha alzato di due livelli il volume della sua difesa, coach Jay Wright si è guardato attorno e si è ricordato che l’unica Pg degna di questo nome a sua disposizione era con le stampelle sugli spalti dell’Hinkle Fieldhouse. Avebbero potuto anche vincere con Collin Gillespie in campo i Wildcats perchè è proprio mancato qualcuno capace di gestire il momento più complicato della partita, senza invece perdere la caterva di palloni finiti nelle mani di Davion Mitchell e compagni

 

E’ stata quindi la difesa la chiave di una vittoria decisamente sofferta per la #1 del South, arrivata al termine di una serata pessima al tiro da 3 e non solo. Ma alla fine la miglior squadra per palle perse della nazione, che nel torneo ne aveva perse 12 in due partite, ha chiuso con 16 regali finiti nelle mani di giocatori troppo forti ed esperti per essere sprecati. Inoltre, dopo aver segnato la miseria di 23 punti nel primo tempo, coach Scott Drew ha riadattato il suo gioco: “Trust the defense and get in the paintT, ha detto ai suoi giocatori all’intervallo. E in più ha trovato le solite risorse dalla panchina.

Se infatti Villanova ha pagato cara la serata anonima in attacco di Jeremiah Robinson-Earl (8 punti), altrettanto non ha fatto Baylor perchè Adam Flagler (16 punti) e anche un utilissimo Matthew Mayer hanno fatto dimenticare l’1/9 da 3 (e 0/3 ai liberi) di Jared Butler. Ma è ormai chiaro che il vero leader dei Bears è Davion Mitchell, giocatore le cui quotazioni in ottica draft non possono che continuare a salire dopo l’ennesima prestazione totale sui due lati del campo.

Qualche rimpianto per Jay Wright che può però essere più che soddisfatto per il torneo dei suoi giocatori, arrivati a fari spentissimi nell’Indiana e invece capaci di giocarsela anche contro una delle favorite per la vittoria finale. Regalando anche qualche giocata spettacolare come questa.

 

Goodbye Cinderella

Finisce alle Sweet Sixteen il percorso da Cinderella di Oral Roberts, nonostante una buona prova contro Arkansas e il tiro della vittoria che si è fermato sul ferro. I Golden Eagles mettono in mostra il loro miglior basket nel corso della prima frazione, in quello che potrebbe tranquillamente essere visto come uno scontro di ideologie. Fino a metà primo tempo, Abmas e soci non segnano un canestro da due punti, mentre al contrario i Razorbacks non infilano una tripla neanche a pagarli. E questo non cambierà per tutta la partita, chiusa con un tiro da tre segnato sui nove tentati. Se vi state chiedendo come può vincere la squadra che segna una sola tripla in quaranta minuti la risposta è questa: difesa e rimbalzi offensivi.

Dopo i 12 punti di svantaggio toccati a inizio secondo tempo, la squadra di Coach Musselman cambia passo. Difesa intensa, soprattutto su Kevin Obanor e Max Abmas, transizioni veloci e grande ferocia al ferro in attacco – saranno 18 i rimbalzi offensivi catturati a fine partiti contro i 6 di Oral Roberts. A compiere l’ennesima rimonta di Arkansas, terza su tre turni e sesta nelle ultime sette vittorie, stavolta però non è Moses Moody, in serata nerissima al tiro, ma sono Jalen Tate e Davonte Davis, con il consueto apporto di Justin Smith (12+14). Le due guardie sono i veri mattatori del secondo tempo dei Razorbacks chiudendo il match rispettivamente con 22 e 16 punti e di Davis è anche il jumper che vale il pass per le Elite Eight. Contro Baylor però ci vorrà ben altro.

 

Per Oral Roberts termina comunque un cammino storico che poteva esserlo ancora di più se la tripla di Abmas sulla sirena non si fosse infranta sul primo ferro. Batman e Robin dei Golden Eagles escono comunque a testa alta, con la guarda leading scorer della squadra (25 punti) e Obanor (12+11) che, seppur limitato dalla difesa di Arkansas, ha generato tanti punti per i compagni grazie ai suoi blocchi.

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