Quote by Torna Cole Anthony ma UNC perde ancora

L’ultima settimana ha visto un ritorno importante, quello di Cole Anthony, e poi la solita sfilza di sorprese-che-non-sorprendono.

Se questa stagione è il Regno dell’Upset, quale conference ne è la capitale? Beh, per quanto riguarda l’ultima settimana, il titolo di Upsetopoli non può che andare alla Big East.

Seton Hall (8-1) e Villanova (7-2) sembravano lì lì per staccare le inseguitrici. Sembravano, appunto. Entrambe sono state sconfitte in casa, rispettivamente da Xavier e Creighton. Due secchiate d’acqua in faccia, insomma, anche se i secondi (apparsi un po’ regrediti) devono forse preoccuparsi più dei primi (quella coi Musketeers è stata proprio una partita strana, iniziata con un impronosticabile 30-6 ospite).

Destino analogo, infine, per l’altra ranked team della conference, Butler (5-4), beffata da Providence dopo aver incrinato i ferri della Hinkle Fieldhouse (1 su 14 dall’arco).

Nemmeno il tempo di riabbracciare Sandro Mamukelashvili (che mancava da metà dicembre) e Seton Hall già si ritrova a tremare per Quincy McKnight, che ha rimediato un infortunio al ginocchio contro Xavier. Il peggio sembra escluso ma bisogna aspettare i risultati della risonanza magnetica. (Photo by The Porterville Recorder)

Nella Big Ten invece non si può nemmeno sognare la fuga, con una metà alta della classifica fatta di sette squadre distanziate l’una dall’altra da non più di due vittorie. Fra queste, Penn State (6-4) è stata l’unica capace di fare doppietta nella scorsa settimana (Indiana, Nebraska). In testa alla classifica ci sono Illinois e Michigan State appaiate a quota 8-3, con Maryland che può raggiungerle presto (7-3).

Fra le varie gare disputate, la vittoria di Wisconsin (6-5) contro gli Spartans rappresenta il risultato maggiormente degno di nota. Un 64-63 di puro cuore e volontà da dei Badgers con l’organico ridotto all’osso. C’erano solo sette scholarship player a disposizione dopo l’addio incredibile di Kobe King (ha deciso di trasferirsi proprio nel bel mezzo della stagione) e la squalifica di Brad Davison, che a forza di colpi proibiti nelle parti basse si sta guadagnando un bel posticino nell’Olimpo dei giocatori di college più detestati di sempre.

Nella SEC, Auburn ha agganciato Kentucky (6-2) dopo averla sconfitta nel weekend, ma chi se la ride è soprattutto LSU, ancora imbattuta (8-0).

C’è calma ai piani alti della ACC: l’unico upset è stato quello subito da Florida State (8-2) con Virginia, ma FSU è sempre nel trio di testa insieme a Duke e dietro a Louisville (10-1).

La notizia più succosa proveniente dalla conference consiste nel ritorno di Cole Anthony, che ha deciso di dare una mano ai Tar Heels (3-7) anziché prepararsi al Draft per conto proprio. Non si può dire però che sia stato un rientro trionfale: 26 punti con un notevole 14 su 14 ai liberi (ma 5 su 14 dal campo) che non è bastato a North Carolina per battere Boston College, visto che il tiro finale di Cole Anthony non ha trovato nemmeno il ferro.

 

Oregon (7-3) è in testa alla Pac-12 nonostante la brutta prova offerta nella sconfitta in casa di Stanford (quanto manca N’Faly Dante? Parecchio, si direbbe). Per ora sta lassù sola soletta, ma occhio a Colorado e a USC (6-3). Intanto l’Arizona (5-3) di Nico Mannion si è ripresa dallo smacco subito con ASU infilando due vittorie esterne (Washington e Washington State).

Rimanendo a ovest, Gonzaga (9-0) si è presa due bei spaventi, prima con l’infortunio di Killian Tillie (nulla di grave ma non si sa di preciso quando tornerà) e poi con una vittoria agguantata soltanto in volata sul parquet di San Francisco.

Gli Zags rimangono dunque saldamente in testa nella WCC mentre c’è una BYU (6-3) che sta mettendo insieme il suo onesto curriculum da at-large bid, dopo la vittoria in extremis su Saint Mary’s (6-3) col game winner di TJ Haws, già castigatore di Houston a inizio stagione.

 

Paradiso

Rhode Island – Nell’A-10 va così: Dayton (9-0) domina con l’attacco e URI (8-1) la insegue con la difesa. I Rams hanno una striscia aperta di 8 vittorie e hanno già battuto VCU per due volte, l’ultima venerdì scorso con un Fatts Russell come al solito decisivo (30 punti, 5 assist). Se il curriculum sarà da March Madness, dipenderà molto dalle due sfide all’orizzonte coi già citati Flyers. Intanto una cosa è sicura: Ed Cooley può dire quel che vuole, ma la squadra più forte dello stato non gioca a Providence.

Tulsa – Per la preseason poll della American, doveva finire terzultima nella conference. E invece eccola lì in cima (7-1) inseguita a stretto giro da Cincinnati e Houston (7-2). Merito di una difesa compatta, disciplinata, asfissiante (83.4 di AdjDE nella AAC) che le ha consentito d’infilare 6 vittorie consecutive: l’ultima, con Wichita State, è arrivata con un buzzer beater di Elijah Joiner. Si tratta del terzo scalpo eccellente, dopo quelli di Houston e Memphis (battuta di 40!). Un’altra vittoria del genere e bisognerà parlare di at-large bid.

 

Purgatorio

Texas Tech – Si è ripresa dalla delusione con Kentucky battendo West Virginia con un trio di giocatori on fire, Davide Moretti (25 punti, career-high), Terrence Shannon (23) e Jahmi’us Ramsey (21). Poi però non è riuscita nell’impresa con Kansas. Perdere di tre punti a The Phog – specie con un Chris Clarke acciaccato – non è esattamente un dramma, ma la distanza reale fra le due formazioni si è vista abbastanza. La lucidità di TT è stata intermittente e quanto fatto da Ramsey sa di fotografia: 26 punti, belle giocate, ma anche cose incomprensibili come cercare il lay-up quando si è sotto di tre punti con 6 secondi da giocare. Le pedine ci sono, il manico pure: i Red Raiders possono crescere ancora e mettere in archivio un’altra stagione importante. Però febbraio è arrivato e il tempo comincia a stringere.

 

Inferno

Alabama – La squadra di Nate Oats aveva infilato quattro W consecutive ma in settimana ha subito due sconfitte (LSU, Arkansas), complici gli infortuni di Herbert Jones (che garantisce un contributo importante con difesa e rimbalzi) e di James Bolden, utile uomo di rotazione. I Crimson Tide avranno bisogno di un mezzo miracolo per mantenere un ruolino di marcia che li tenga aggrappati alla bolla delle candidate a un posto nel Torneo Ncaa.

Washington – Da quando Quade Green è stato dichiarato ineleggibile, gli Huskies hanno ottenuto una sola vittoria in otto match. Ora occupano l’ultima piazza della Pac-12 (2-8) e non sembra esserci modo di raddrizzare la stagione, visto che non c’è nemmeno la difesa – loro vanto l’anno scorso – a tenerli in piedi (sempre oltre il punto per possesso concesso nelle ultime 4 gare). Rispetto alle aspettative di inizio anno, è un tracollo paragonabile a quello di North Carolina, se non peggiore (almeno Ol’ Roy ha ritrovato il suo bel Cole Anthony).

Washington lascia il campo dopo la sconfitta con Arizona State (Photo by Amanda Snyder / The Seattle Times)

 

Benvenuti al Circo

A LSU, per vincere, tutto fa brodo. Anche i trucchi da campetto.

Michigan ha battuto Rutgers al Garden superando il 40% da tre per la prima volta dal 21 dicembre (vittoria su Presbyterian). Forse Juwan Howard qui è stato di buon auspicio.

Una grafica importante per dei nomi importanti

Quando l’allenatore ti dice di difendere coi denti ma tu lo prendi un po’ troppo alla lettera

Anche qui, evidenti problemi di comunicazione coach-giocatore, stavolta derivanti dalla richiesta di mettere pressione sulla palla (via Jim Davidson)

 

Tre partite da non perdere

Venerdì 7: Maryland @ Illinois (ore 2:00, FS1)
Sabato 8: Michigan State @ Michigan (ore 18:00, FOX)
Sabato 8: Seton Hall @ Villanova (ore 20:30, FOX)

 

Cover Pic: Cole Anthony (Photo by Morgan Pirozzi / The Daily Tar Heel)