Quote by Donadio, Arletti e gli altri: l’Italia delle High School

Mentre teniamo le dita incrociate per il passaporto di Paolo Banchero, c’è un’Italia che si fa valere nelle high school grazie alle buone prestazioni di ragazzi nati e cresciuti in casa. Da Lorenzo Donadio a Francesco Borra passando per la colonia azzurra del South Jersey: il punto sul loro inizio di stagione e sulle loro situazioni di recruiting.

Una settimana da Donadio

Lorenzo Donadio ha pensato bene d’inaugurare il suo 2020 con due prestazioni clamorose. Prima ha mandato la sua Boys’ Latin all’overtime con Mount Saint Joseph con un canestro da metà campo, trascinando infine la squadra alla vittoria (per 66-63) con 34 punti, 8 rimbalzi e 5 assist. Il giorno dopo, è stato nuovamente il migliore in campo – stavolta con 27 punti e 3 assist – nel successo su Mervo (70-61). Due performance che non sono passate inosservate sui media locali: il romano è stato nominato Athlete of the Week sia dal Baltimore Sun che da FOX 45 (nel secondo caso, il riconoscimento va per l’intero Maryland).

 

Insomma, Boys’ Latin deve ringraziare soprattutto lui se è riuscita a inanellare due vittorie che valgono oro, contro due top team della zona piazzati rispettivamente alla 3 e alla 11 della Preseason Poll dell’area di Baltimora. Poll nella quale BL non figurava, giovane e undersize com’è quest’anno. La squadra di Cliff Rees sta però trovando gli equilibri giusti per diventare una mina vagante che se la può giocare con chiunque.

L’identità tecnica dell’ex Stella Azzurra (#7 nel ranking di Italhoop per la classe 2001) si sta spostando verso la dimensione di PG ma lui rimane in primis un jolly per caratteristiche tecniche e fisiche. Insieme a un’esperienza di molto maggiore rispetto a quella dei compagni, ciò ne fa sostanzialmente il centro di tutto in questa squadra. Le sue medie parlano chiaro: 19.0 punti, 7.4 rimbalzi, 2.6 assist, 1.8 recuperi. Buone notizie anche dal tiro da tre, ovvero quello che sarebbe un suo tallone d’Achille: il 37% col quale sta viaggiando può indurre a un cauto ottimismo.

I tabellini di Lorenzo Donadio contro Mount Saint Joseph’s e Mervo

L’anno scorso, in Florida, non era in una squadra che gli garantiva troppa exposure, ma ora le cose sono diverse. Anche se a Baltimora e dintorni ci sono formazioni più forti sulla carta, Boys’ Latin è una di quelle scuole che produce atleti da NCAA a ciclo continuo (avete presente Pat Spencer? Viene proprio da lì) e che quindi ha sempre vari occhi puntati addosso.

Proprio in questi giorni, Donadio ha ricevuto la prima offerta ufficiale (Howard) e ci sono poi altri college che hanno mostrato interesse. Saint Mary’s, Drexel, Loyola-MD e Towson lo seguivano da prima che iniziasse la stagione. A loro si sono dopo aggiunte Mount St. Mary’s e UMBC, oltre appunto la già citata formazione della MEAC.

La Little Italy del South Jersey

La presenza italiana nella parte sud del New Jersey ha visto un’esplosione curiosa in questa stagione. Dai tre dello scorso anno, si è passati a sette ragazzi distribuiti in quattro scuole situate nelle tre contee dello stato sul confine con Philadelphia.

Team Speed nella versione presentata al Fall Jam Fest dello scorso settembre. La formazione AAU raggruppava tutti gli italiani che si trovano attualmente nel New Jersey. Da sinistra: Antonello Baggi (primo), Stefano Faloppa (10), Gabriele Bisceglie (12), Giovanni Cessel (7), Gianmarco Arletti (3), Nicolò Nobili (14), Leonardo Oberti (13).

La squadra più azzurra è Holy Cross Prep: ai senior Gianmarco Arletti e Giovanni Cessel, si sono aggiunti i junior Gabriele Bisceglie e Stefano Faloppa. L’anno in più di esperienza dei primi e l’addizione dei secondi sta proiettando la formazione di Delran verso una stagione che dovrebbe riservare soddisfazioni maggiori rispetto a quelle della scorsa annata.

“Quest’anno c’è veramente tanto potenziale tecnico e atletico, ora sta a noi lavorarci su”, dice Arletti (#8 fra i 2001 su Italhoop), che è l’unico italiano attualmente in high school ad aver già scelto la propria destinazione NCAA (Delaware). Il bolognese è sempre il leader di Holy Cross e, anche se adesso ci sono più polli nel pollaio, la sua media punti è rimasta invariata (17.4 a partita), aggiungendo 5.4 rimbalzi, 6.0 assist e 2.4 recuperi.

Alto, longilineo (198 cm per 85 kg), con ampia apertura di braccia e mani grandi: il prodotto della Salus Bologna è partito a fari spenti e adesso è una delle novità più interessanti fra i prospetti italiani, grazie a buone doti atletiche, un range di tiro estremamente elevato, discreta varietà di soluzioni realizzative, capacità di passaggio che si stanno facendo via via più pronunciate e tanta faccia tosta. Il sodalizio con John Valore non poteva essere più felice, perché il coach ha visto da subito in Arletti un giocatore di talento e al quale dare le chiavi della squadra. Anche se il futuro del ragazzo è fra gli spot 2 e 3, Valore lo ha impostato da point guard per consentirgli di allargare il proprio repertorio, sviluppando delle doti di ball handling dapprima carenti. A suon di palle perse ed errori volutamente tollerati, i piccoli passi avanti compiuti di partita in partita stanno dando i loro frutti.

 

Cessel intanto sfiora la doppia doppia di media con 10.3 punti e 9.9 rimbalzi mostrando un gioco in divenire. Centro di 206 cm d’altezza per 98 kg di peso, ha poca verticalità in quanto a doti di salto (anche se arriva al ferro un po’ più facilmente ora) ma in compenso si fa sentire sotto i tabelloni grazie alle lunghe leve. I progressi compiuti sul piano fisico – già ravvisati in estate – sono evidenti. I chili buttati giù durante l’offseason gli consentono ora di avere maggiori agilità e capacità di correre il campo. Continuando su questa china, la Division I diventa allora un obiettivo percorribile per il senese. E del resto lui non può che puntare in quella direzione, avendo sempre sostenuto di voler conciliare basket e studi al più alto grado possibile, sperando in un’opportunità nella Ivy League.

 

Faloppa (#24 fra i 2002 di Italhoop) ha le doti giuste per fare da secondo violino e i suoi centimetri (203) e chili (102) rappresentano un’addizione preziosa per una formazione che, altrimenti, dovrebbe contare solo su Cessel da questo punto di vista. L’ex Stella Azzurra sta mettendo insieme 11.0 punti, 5.0 rimbalzi e 3.0 assist di media ed è un elemento la cui dinamicità contribuisce molto a dare un volto diverso alla squadra rispetto all’anno scorso. E questo vale per tutte e due le metà campo. Da un lato, sa dare una mano nel proteggere il ferro col suo timing per la stoppata. Dall’altro, la sua rapidità e il suo opportunismo ne fanno un buon bersaglio da imbeccare in contropiede o con outlet pass a tutto campo.

 

Dopo un avvio leggermente in sordina, Bisceglie ora viaggia a quota 8.6 punti, 2.4 assist e 2.7 recuperi in stagione, medie in rialzo dopo essersi attestato sulla doppia cifra realizzativa nelle ultime tre gare. Guardia di 190 cm d’altezza per 75 kg di peso, il prodotto del Leoncino Mestre ha doti di scorer che possono coniugarsi bene con la dimensione di esterno impiegato off-the-ball. Probabilmente però il suo percorso sarà più interessante da seguire da senior, quando in squadra non ci sarà più Arletti a dirigere l’orchestra, perché presumibilmente dovrà essere lui a indossare quelle vesti e quindi lavorare su doti di playmaking che, al momento, non rappresentano un particolare punto di forza nel suo repertorio.

 

Il 6-1 col quale Holy Cross ha iniziato l’annata fa ben sperare. I Lancers non compaiono nella Top 20 del New Jersey stilata da NJ.com ma danno l’impressione di potersi intrufolare da un momento all’altro. Intanto, sono secondi nel ranking della propria conference (Burlington County). Chi invece c’è in quella Top 20 sono i junior Nicolò Nobili (Paul VI, numero 11) e Leonardo Oberti (Camden Catholic, numero 12).

Nobili (#5 fra i 2002 di Italhoop) è partito alla grande, con 15.0 punti di media in 5 gare. La squadra ha diverse armi in attacco ma, se il bolognese dovesse confermarsi come leading scorer, ciò potrebbe rappresentare una svolta nel suo modo di stare in campo e di prendere iniziative, visto che alla Virtus Bologna era un giocatore abituato a dare il proprio contributo, ma non era un trascinatore. Fisico ottimo per il ruolo di 4, l’ex V Nere continua a colpire per la coordinazione e l’agilità dei suoi movimenti, oltre a mostrare una mano educata sugli scarichi. Non è un caso, infatti, se con gli Eagles è impiegato da stretch four pur essendo il giocatore di maggior taglia del roster.

È arrivato relativamente da poco ma il suo nome sta circolando un po’, destando l’interesse sia di alcune buone mid-major (Richmond, Saint Joseph’s e Temple, con quest’ultima che dovrebbe visitare in via non ufficiale a breve) che high-major (Maryland, dov’è stato invitato per una unofficial). Insomma, il suo recruiting deve ancora prendere forma ma, vista la tipologia di giocatore, è facile immaginare che Nobili possa continuare tranquillamente ad attirare nomi di questo tipo.

 

Oberti è il secondo marcatore (7.8 punti di media in 8 gare) a braccetto con Aric Hall in una squadra che segue la leadership dell’ala Zach Hicks (17.8 punti). Il classe 2002 proviene dalla Blu Orobica Bergamo ed è un lungo di 201 cm d’altezza chiamato a dare una mano a rimbalzo. Per lui l’obiettivo in prospettiva è quello di allontanarsi dal canestro. Con gli Irish per ora lo fa più che altro in supporto alla manovra offensiva e dunque le iniziative personali in zone perimetrali sono rare, anche se sta lavorando periodicamente sul tiro. Insomma, per vedere gli eventuali frutti di questo lavoro occorrerà attendere il termine di una offseason che, da quelle parti, è sempre tanto lunga quanto consacrata al miglioramento individuale.

 

Chiude il lotto Antonello Baggi, classe 2001 arrivato negli Stati Uniti quest’anno e che sta ben figurando fra le fila di West Deptford: 12.8 punti e 6.6 rimbalzi di media nelle prime 6 gare. Il prodotto della Vanoli Cremona è uno dei tre in squadra a viaggiare in doppia cifra di media. Ala piccola di 201 cm d’altezza per 84 kg di peso, si muove abbastanza bene lontano dalla palla ed è attivo sotto entrambi i tabelloni. Può segnare dalla distanza (soluzione che tenta di frequente) ma sembra segnalarsi maggiormente per la buona aggressività con la quale punta il canestro, anche se di iniziative dal palleggio non se ne vedono molte. Qui lo vediamo in azione contro Rancocas Valley: 21 punti e 11 rimbalzi con un 11/13 ai liberi fondamentale per la vittoria dei suoi per 56-50.

 

Francesco Borra, un lungo fra i top team

Dalla East Coast passiamo alla California, dove Francesco Borra (#22 fra i 2001 di Italhoop) si è trasferito per l’ultimo anno di superiori. La sua JSerra Catholic – “un posto mozzafiato”, ci dice Francesco, che si trova a metà strada fra LA e San Diego – è al momento la #11 nella Top 25 californiana di MaxPrepsoltre a essere la #37 del ranking nazionale. Non proprio malaccio in uno stato enorme e stracolmo di talenti (al primo posto c’è la Sierra Canyon di Bronnie James e Zaire Wade).

L’ex PMS Moncalieri ha buonissime misurazioni per il ruolo di centro (210 cm d’altezza, 218 cm di wingspan e 104 kg di peso) e, pur non essendo troppo verticale, la sua presenza in area si fa sentire a questo livello. A ciò unisce un tocco discreto e il lavoro che sta portando avanti per espandere il range di tiro (dalla media sembra già affidabile). Insomma, Borra è il classico lungo che non fa fatica a suscitare l’interesse dei college di Division I. Prima di spostarsi verso ovest contava già offerte da Towson, Oral Roberts e Charlotte. Ora a queste si sono aggiunte quelle di Cal Poly e UC Davis, ma ci sono anche università che stanno alla finestra (Loyola Marymount, San Diego) e, fra queste, alcuni nomi di maggiore rilievo (BYU, Oregon State, Washington State).

A proposito di mettersi in mostra, il torinese ha colto la palla al balzo a fine anno. Anzi, al volo, come potete vedere nel video qui sotto. Al Holiday Classic di scena a San Diego, Borra ha condotto la squadra alla vittoria in finale su Sheldon (52-50) con 14 punti e un canestro decisivo a ridosso della sirena conclusiva. Impossibile, dunque, non premiarlo con un posto nel quintetto del torneo.