Quote by Europei in NCAA, la Top 5 di Febbraio

Febbraio è stato un mese ottimo per gli europei in NCAA, fra giocatori che hanno avuto un impatto molto alto in squadre che sono fra le migliori della nazione e altri che sono sbocciati proprio con l’alzarsi della posta in palio. Ecco la nostra Top 5.

 

1. Filip Petrušev

20.9 PTS, 8.0 REB, 1.4 AST

Il lungo di Gonzaga è fresco di riconoscimento come Player of the Year della West Coast (primo underclassman a ricevere il premio dal 1981) e ha fin qui disputato una stagione di alto livello, caratterizzata da grande continuità di rendimento. L’unica gara chiusa con un Offensive Rating basso (94.0) nel mese scorso è stata quella della sconfitta in casa di BYU: in stagione è a quota 114.0 di media, ottavo assoluto in Division I. A febbraio, il serbo ha davvero rasentato la perfezione e banchettato allegramente nell’area delle varie avversarie. La sua taglia è già di per sé un problema per diverse squadre della WCC, non troppo attrezzate sotto i tabelloni: abbinando a questa la sua tecnica, diventa semplicemente incontenibile. Fra gli europei in NCAA, il migliore è di gran lunga lui quest’anno.

 

2. Sandro Mamukelashvili

14.0 PTS, 6.9 REB, 1.3 AST

Un infortunio al polso della mano destra (che non è quella con cui tira, per fortuna) lo aveva tenuto out per un mese e mezzo, ma è tornato in campo carico e più decisivo che mai: quasi sempre i doppia cifra e non di rado clutch, basti pensare al buzzer beater contro Butler. Il georgiano di Seton Hall sta eccellendo come secondo violino e, così facendo, sta gettando le basi per una stagione da senior nella quale sarà presumibilmente lui il punto di riferimento dei Pirates, visto che Myles Powell non ci sarà più. Nel giro di un anno, l’ex Biella è passato da pedina “sacrificata” nel ruolo di 5 ad ala di grande efficienza offensiva, con un repertorio in espansione (61.4% da due, 40.9% da tre, 73.3% ai liberi a febbraio) e che ha i mezzi necessari per contribuire difensivamente da giocatore moderno (ergo, versatile).

 

3. Franz Wagner

12.3 PTS, 7.5 REB, 1.3 AST, 1.1 STL

La notizia migliore in casa Michigan nel mezzo dei sali e scendi che stanno caratterizzando la stagione della squadra. Il rendimento del tedesco è sempre più sotto il segno della continuità e il suo impatto si fa sentire in entrambe le metà campo. Avere una guardia che supera (di un bel po’) i 2 metri d’altezza è un lusso anche a questi livelli. Se poi il giocatore in questione si rivela difensore affidabilissimo sia all’interno che sulle linee esterne, mentre dall’altra parte segna in più modi, allora hai proprio una perla rara fra le mani. Complice l’infortunio d’inizio stagione, le sue percentuali dall’arco non hanno entusiasmato finora, ma Wagner sta ormai trovando il feeling giusto anche da questo punto di vista. Insomma, un’arma totale sempre più temibile. Pur essendo una matricola, non è esagerato dire che in questo momento sia il Wolverine più affidabile insieme a Zavier Simpson.

 

4. Tomas Woldetensae

10.3 PTS, 2.1 REB, 1.5 AST

«Non mi aspettavo questo tipo d’inizio ma allo stesso tempo non mi aspettavo questo tipo di miglioramento. Va bene tutto, però 27 punti a Louisville non me li sarei sognati. La bomba a UNC, non mi sarei sognato neppure quella». Questo ci ha detto di recente il buon Wolde sull’andamento della sua stagione. Tra gli europei in NCAA, lui è uno di quelli che ha fatto parlare maggiormente di sé grazie a delle prestazioni davvero notevoli in una Virginia che sta finalmente ritrovando armonia e risultati – il che ormai la pone in una situazione più tranquilla in ottica March Madness. C’era proprio bisogno dei punti del bolognese, che impressiona per la sua efficacia ed eleganza al tiro (38.6% da tre nel mese di febbraio su 7.1 tentativi a partita), risultando difficilmente contestabile in situazioni di uscita.

 

5. Santi Aldama

14.3 PTS, 7.4 REB, 1.8 AST, 1.7 BLK

Fra gli europei in NCAA elencati qui, ci sembra quello col potenziale NBA più intrigante – anche se con Wagner è una bella lotta. La stagione di Loyola è stata una via crucis d’infortuni (infatti è appena stata eliminata al torneo della Patriot senza poter schierare il suo leading scorer, Andrew Kostecka) e l’assenza prolungata dello spagnolo ha pesato come un macigno. In quella conference, uno come lui è illegale: un lungo di 210 cm d’altezza estremamente mobile – cosa che torna parecchio utile in difesa – che può arrivare al ferro dal palleggio con una facilità impressionante. C’è qualcosa da aggiustare al tiro (21.7% da tre, 51.5% ai liberi) ma il tempo è dalla sua. Se i Greyhounds salderanno il conto con la sfortuna, si divertiranno molto: uno trio giovane come quello composto da Aldama, Golden Dike (in azione qui sotto col suo connazionale) e Cam Spencer non si vede troppo spesso fra le mid-major.

 

Chiudiamo con una menzione d’onore – davvero obbligatoria – per Olivier Sarr. Il junior di Wake Forest già si era segnalato più volte in positivo quest’anno, dopo due stagioni nelle quali aveva espresso solo parte del suo potenziale. Il centro francese è emerso con forza alla fine del mese con due prestazioni in back-to-back assolutamente devastanti: prima come protagonista nell’upset su Duke (25 punti, 5 rimbalzi, 3 assist, 2 stoppate) e poi come migliore in campo nella vittoria su Notre Dame, con una doppia-doppia a dir poco abbondante (30 punti, 17 rimbalzi).

 

 

COVER PHOTO by MARC-GRÉGOR CAMPREDON / MGOBLOG