Quote by Le squadre in bilico verso la March Madness

Manca sempre meno al Selection Sunday (15 marzo) e siamo quindi in un momento della stagione in cui sbagliare può costare carissimo nella corsa a un posto alla March Madness.

Qui passiamo in rassegna le situazioni (molto diverse fra loro) di otto squadre – quattro in ascesa e quattro in declino – alla vigilia dell’ultima settimana di regular season. Per ognuna è indicata la situazione su Bracket Matrix (pagina che riunisce oltre cento bracketology), la posizione nel NET e il bilancio vinte-perse suddiviso nei quattro Quadrant.

N.B. Mentre scriviamo, la pressoché totalità dei bracket contemplati dal calcolo di BM precede le partite giocate fra sabato 29 e domenica 1

 

East Tennessee State

Bracket Matrix: seed 11
NET: #41
Q1 1-2 | Q2 2-1 | Q3 9-0 | Q4 12-1

L’anno scorso la Southern è stata a tanto così dal mandare due squadre al Torneo. Ora non c’è una formazione dominante come l’ultima Wofford targata Mike Young, ma la conference ha qualche possibilità, per quanto precaria, di spedire due rappresentanti all’appuntamento più grande. Quella volpe di Steve Forbes ha messo insieme l’ennesima annata abbondantemente al di sopra delle 20 vittorie: la sua ETSU ha appena conquistato il titolo di regular season (pur rischiando tantissimo nella decisiva partita con Western Carolina) e ha un curriculum forse sufficiente per ballare a marzo anche in caso di mancata vittoria al torneo della SoCon. Dovrà guardarsi le spalle da Furman e UNC Greensboro ma anche da possibili dark horse come la Mercer di Djordje Dimitrijević.

Providence

Bracket Matrix: seed 11
NET: #44
Q1 7-8 | Q2 4-0 | Q3 1-3 | Q4 5-1

Fino a un mese fa sembrava tutto fuorché una squadra da March Madness, dopo un novembre costellato da sconfitte da mani nei capelli (su tutte, quella con Long Beach State, attuale #294 di KenPom) e un gennaio in cui faticava a emergere da una dimensione di mediocrità (4-4 nella Big East). A febbraio, la rivoluzione: sei vittorie in otto partite, l’ultima addirittura con un colpaccio esterno contro Villanova (58-54). La conference dovrebbe riuscire a mandare sette squadre al Torneo e i Friars appaiono ora in una posizione ben più solida rispetto a quelle di Marquette (5-9 nelle Q1 wins) e di Xavier (3-9).

Luwane Pipkins, giustiziere di Villanova: 27 punti con 3/5 da due, 4/8 da tre, 9/10 ai liberi

UCLA

Bracket Matrix: First Four Out
NET: #76
Q1 6-6 | Q2 3-3 | Q3 4-1 | Q4 5-1

A proposito di scalate imprevedibili, che dire di questa UCLA? In ricostruzione completa, con una filosofia nuova da abbracciare (quella tutto sudore e difesa di Mick Cronin) e una Pac-12 ostica da affrontare. Ha lasciato tutti a bocca aperta vincendo 11 delle ultime 13 partite (la striscia aperta è di 7 gare) e ora è a un passo dal conquistare il titolo di stagione regolare. Per darvi la dimensione del suo febbraio, sappiate che nel mese appena passato si è piazzata alla #18 in tutta la NCAA per Adjusted Efficiency: a gennaio era stata #120 e a dicembre #145. Ha ancora dei peccati da espiare (le sconfitte casalinghe con Cal State Fullerton e Hofstra) ma ormai sembra esserci materiale sufficiente per fare una figura degna col Committee.

Virginia

Bracket Matrix: seed 9
NET: #50
Q1 4-3 | Q2 7-3 | Q3 5-1 | Q4 5-0

Non si scommette contro Tony Bennett, mai. Questa sembra tuttalpiù una lontana parente della bella creatura che l’anno scorso ha fatto la storia grazie al trio Hunter-Guy-Jerome, ma quando hai un sistema solido e interpreti in crescita (vedi un Tomas Woldetensae sempre più decisivo), hai abbastanza per affermarti con fermezza in questa ACC alle prese con un down year. Duke ne ha fatto le spese sabato in una gara che per gli Hoos sa proprio di biglietto timbrato per la March Madness. I vari bracketology l’hanno bistrattata finora ma non stupitevi se UVA finirà per avere un seed nettamente migliore rispetto alle proiezioni attuali.

 

Minnesota

Bracket Matrix: –
NET: #46
Q1 5-12 | Q2 2-2 | Q3 1-1 | Q4 5-0

In cerca di un miracolo con un piede e mezzo nel NIT. Nella seconda metà di febbraio ha avuto diverse opportunità per conseguire delle vittorie di alto profilo. Non ne ha colta nemmeno una e le sconfitte in volata con Iowa, Maryland e Wisconsin fanno un male cane. Nonostante le stagioni super di Daniel Oturu e di Marcus Carr, i Gophers sembrano ormai esclusi dalla corsa al Torneo (sarebbe la quinta volta in sette anni di gestione Richard Pitino). Rimane un’occasione di vittoria Q1 in stagione regolare, la trasferta a Indiana di mercoledì 4: bisognerà portare a casa quella e sperare in un paio di upset al torneo della Big Ten.

Rhode Island

Bracket Matrix: seed 11
NET: #51
Q1 1-5 | Q2 6-2 | Q3 6-0 | Q4 7-1

Fino a poco tempo fa non c’era dubbio che URI fosse la squadra più brillante dell’Atlantic 10 dopo Dayton. La sconfitta netta coi Flyers ha ridimensionato un po’ l’immagine dei Rams e, cosa ancora peggiore, sono arrivate due “L” con Davidson e Saint Louis che complicano non poco le sue ambizioni di at-large bid. La seconda, arrivata domenica, è stata particolarmente funesta, essendo giunta in casa contro un’avversaria che è alla #57 del NET. Si tratta quindi di una sconfitta Q2 ma attenzione, perché anche quella in trasferta coi Wildcats potrebbe assumere un contorno diverso (Davidson è alla #74 e scendendo di due o più posizioni diventerebbe una Q2). Nella A-10, all’infuori di Dayton, non ci sono squadre con curriculum davvero migliori di Rhode Island: il rischio che la conference si trasformi in una one-bid league quest’anno non è poi così remoto.

La grafica di ESPN apparsa durante la gara con Saint Louis la dice lunga su quanto pesante sia stata questa sconfitta

Texas Tech

Bracket Matrix: seed 8
NET: #23
Q1 3-8 | Q2 4-3 | Q3 3-0 | Q4 8-0

Pur non avendo mai impressionato, la davamo per sicura al Torneo Ncaa. Abbiamo parlato troppo presto? Probabilmente no, ma il dubbio non può che sorgere alla luce del pasticcio combinato dai Red Raiders in casa propria contro Texas, squadra le cui quotazioni sono ora in ascesa (lo stesso dicasi per Oklahoma) dopo esser sembrata più morta che viva fino a due settimane fa. Gli ultimi due incontri di stagione regolare per Davide Moretti e compagni sono a dir poco ardui, con Baylor (lunedì 2) e Kansas (sabato 7) impegnate nella caccia al titolo della Big 12. Perdere con entrambe e poi vincere la prima gara del torneo di conference può bastare per ballare a marzo? Sì, ma è meglio non contarci troppo.

Utah State

Bracket Matrix: seed 11
NET: #38
Q1 2-4 | Q2 2-2 | Q3 7-2 | Q4 10-0

Gli Aggies stavano facendo un buon lavoro nel raddrizzare una stagione nata storta (i problemi fisici di Neemias Queta, uno dei due pilastri della squadra, hanno finito per pesare molto) ma la sconfitta a sorpresa con New Mexico rischia di vanificare quanto di buono fatto da fine gennaio in poi. L’avversaria in questione è infatti alla #148 nel NET ranking e perdere sul suo terreno significa incassare una sconfitta Q3 che, in questo momento dell’annata, difficilmente diventerà una più leggera Q2 (UNM dovrebbe risalire almeno fino alla #135). La squadra di Craig Smith dovrà rimboccarsi le maniche perché il non raggiungimento della finale nella Mountain West potrebbe (o dovrebbe?) sancire la sua esclusione dalla March Madness.