Quote by Torna Indiana con Jackson-Davis e Green

L’inizio di stagione da sei vittorie e zero sconfitte è per Indiana il migliore dalla stagione 2012-13, quando arrivò a toccare i nove successi consecutivi. Basta guardare la SOS per capire che queste sei vittorie sono arrivate contro avversarie non irresistibili (tranne Louisiana Tech, tutte le altre sono piazzate sotto la #200 nel ranking di KenPom). Gli impegni veri arriveranno a dicembre, quando gli Hoosiers sfideranno Florida State, UConn, Notre Dame e Arkansas oltre alle prime gare di conference contro Wisconsin e Nebraska. Quindi dalla prossima settimana potremo saggiare il reale valore della squadra.

Coach Archie Miller, al terzo anno a Bloomington, sta comunque mantenendo la promessa di ricostruire il programma dopo averlo ereditato in una situazione piuttosto complicata. E per riuscire in questo intento negli ultimi due anni ha reclutato ben sei giocatori nativi dell’Indiana tra cui i prospetti Romeo Langford e Trayce Jackson-Davis.

Coach Archie Miller

La filosofia di gioco che l’allenatore ha trasmesso ai suoi ragazzi è quella di gestire al meglio i possessi e diminuire le palle perse, cosa che i suoi giocatori stanno mettendo in pratica con il passaggio dalle 12.5 palle perse di media del 2017/18 alle attuali 12.2. Al momento si parla però di decimali, Miller si aspetta molto di più.

Il coach ha preteso anche che i tiri da 3 venissero selezionati con più raziocinio, senza forzature. Non a caso si è passati dal 33.7% delle conclusioni dall’arco dello scorso anno all’attuale 28.2%, una diminuzione dovuta anche all’addio di Langford. Ma senza di lui sono diminuiti anche gli isolamenti e questo ha fatto sì che l’attacco diventasse più fluido: “La squadra che muove il pallone, corre forte e gioca liberamente è una squadra che ha la possibilità di essere abbastanza buona”, le parole di Miller.

Il freshman

Indiana sta tirando meno da 3 perché sta correndo di più e sta trovando punti in transizione. Gran parte del merito va a Trayce Jackson-Davis, una PF molto dinamica in campo aperto. La matricola sta viaggiando a 15 punti tirando con il 71.8% dal campo, 8.8 rimbalzi e 2 stoppate di media.

 

Ha già collezionato tre doppie-doppie ed un riconoscimento di freshman of the week della Big Ten (il suo rivale Kofi Cockburn questa settimana è stato nominato sia giocatore che matricola della conference). “Offensivamente i compagni mi stanno cercando con continuità, ed io sto solo lasciando che sia il gioco a venire da me”. Le parole del giocatore, il cui impatto è stato concreto sin dall’inizio e può solo che migliorare.

Il senior

La cabina di regia degli Hoosier è affidata al junior Al Durham e al freshman Armaan Franklin, che ad oggi hanno combinato 36 assist e 20 perse, per tornare al discorso della gestione del pallone. In attesa di recuperare del tutto Rob Phinisee che ha finora giocato solo scampoli di partita, è tornato a disposizione a pieno ritmo Devonte Green. Il senior, fratello minore del campione Nba Danny Green, è indicato da molti come go-to-guy della squadra.

 

“Può avere un impatto sul nostro gioco in molti modi diversi”, ha dichiarato Miller. Ed in effetti Green è quel giocatore che si fa apprezzare sia come realizzatore che come passatore. “Mi sento molto più a mio agio – ha commentato Green – partita dopo partita. È importante dopo esser stato fuori per infortunio che la chimica con i miei compagni migliori ogni giorno sempre di più”.

Difesa e continuità

Miller sa bene, però, che il livello delle avversarie fin qui affrontate non è paragonabile a quello della Big Ten. Per questo, se Indiana vuole tornare ad avere delle chance di qualificazione al torneo Ncaa, deve migliorare in due aspetti: la difesa e la continuità.

“Abbiamo la consapevolezza di dover migliorare adesso l’aspetto difensivo – ha commentato Miller – perché dopo arriveranno partite molto difficili. Non manca la volontà ai ragazzi, bensì la disciplina difensiva. Non siamo ancora sincronizzati e dobbiamo avere molta attenzione per le piccole cose”.

Per quanto riguarda la continuità, Indiana tende a giocare due pallacanestro diametralmente opposte nella stessa gara. Un esempio. Nell’ultima vittoria contro Louisiana Tech gli Hoosiers sono passati dalle sole 6 palle perse nel primo tempo a ben 12 nel secondo; così come hanno tirato 6/13 da 3 nei primi 20 minuti per poi fare 0/6 nei secondi. “Non possiamo permetterci di giocare in modo così discontinuo”, ha sentenziato l’allenatore. Se riusciranno a fare ulteriori passi in avanti su questi due aspetti, potremo davvero dire che Indiana è ritornata.