Quote by La complicata vita di JaQuan Lyle in Ncaa

Quando si parla di atleti che sono “nel giro da una vita”, lo si fa normalmente in maniera metaforica e decisamente con una sfumatura positiva, quasi ad indicare con affetto una persona che ormai è di famiglia. Ma si sa, c’è sempre un’eccezione che conferma la regola. Nel caso del basket NCAA questa eccezione si chiama JaQuan Lyle. Non solo è nell’orbita della NCAA da ormai 7 anni, ma la sua storia non è proprio di quelle da prendere ad esempio.

Dallo scandalo di Louisville alla recente sospensione per “conduct detrimental to the team”, ripercorriamo la parabola (ahimè discendente) di questo ex prospetto 5 stelle, che era un potenziale astro del college basket ed è invece stato condizionato dalla sua sregolatezza molto più che dal suo genio.

Prima tappa Louisville, anzi no

Il nome di JaQuan Lyle appare per la prima volta nei radar della NCAA nel 2010, quando è ancora un freshman presso la Evansvillle Bosse High School in Indiana. A soli 14 anni, Lyle sta già catturando l’interesse di numerosi top-program come Illinois, Indiana e Purdue. Non a caso, ESPN lo piazza al #10 posto della classe 2014. Tom Crean (all’epoca coach degli Hoosiers) arriva addirittura ad offrirgli una borsa di studio ben prima della sua prima partita in high school.

JaQuan Lyle

Lyle alla Bosse HS

Lyle però non cede alle lusinghe né di Indiana né degli altri atenei che si erano fatti subito avanti. Decide invece di fare una visita a Louisville e, subito dopo, annuncia il suo commitment con i Cardinals. Un vero colpo per la squadra di coach Pitino soprattutto perché, nei suoi tre anni di high school, Lyle aveva mantenuto tutte le promesse ed era ancora considerato uno dei top player della sua classe.

A dimostrazione della sua volontà di mantenersi tra i migliori, il giovane decide di trasferirsi per il suo senior year alla Huntington Prep School, fucina di talenti dove Lyle va ad infoltire un roster già pieno di ottimi giocatori come Josh Perkins (Gonzaga e poi Charlotte Hornets) e Angel Delgado (Seton Hall). Poco importa se questo gli costa il titolo di Mr. Basketball dell’Indiana, premio che andrà poi a James Blackmon Jr., attuale giocatore dell’Aquila Trento e di cui vi abbiamo parlato al suo primo anno con la VL Pesaro.

Ma a settembre 2013, solo dopo 3 mesi dall’annuncio, Lyle ritira il suo commitment per Louisville. Solo un tweet, senza troppe spiegazioni nel quale la giovane star dice di aver cambiato idea.

Seconda tappa Oregon, anzi no

Con la maglia di Huntington, la combo guard fa registrare ottimi numeri: 17.5 punti, 6.6 rimbalzi e 5.7 assist di media. E dopo Lousiville, la sua scelta cade su Oregon: “I have a great relationship with assistant coach Tony Stubblefield and head coach Dana Altman. I felt they really cared about me as a person and a player”, spiega nel marzo del 2014. Il suo nome finisce nel roster dei Ducks prima dell’estate ma a settembre, a pochi giorni dall’inizio ufficiale della stagione, scompare.

JaQuan Lyle con la maglia di Huntington

Lyle con la maglia di Huntington

Il motivo? Non meglio specificati problemi con i crediti scolastici del giocatore. Il benestare della Clearing House (l’ente che controlla se gli studenti-atleti possono prendere o no parte ai vari campionati NCAA) non arriverà mai. Senza una squadra di college in cui giocare, Lyle passa un anno ad allenarsi presso la IMG Academy in Florida.

Terza tappa, Ohio State

Nel frattempo, arriva l’offerta di Ohio State di coach Thad Matta, altro top-program, e questa volta è quella buona. Ma prima di poter mettere il piede in campo, Lyle si trova suo malgrado sotto i riflettori per lo scandalo che investe l’intero programma di Louisville. Il ragazzo conferma infatti che per convincerlo a firmare, durante la sua visita al college, era stato intrattenuto da quattro escort pagate proprio dall’ateneo. La sua deposizione apre il vaso di Pandora che porta al licenziamento immediato di Pitino e del suo staff. A dare ancora più risonanza alla vicenda ci pensa poi il libro di Katina Powell “Breaking Cardinals Rules: Basketball and the Escort Queen”, e Louisville alla fine paga carissimo lo scandalo perdendo il titolo del 2013.

Ma con i Buckeyes finalmente si vede il suo talento sul campo.

 

Nella sua stagione da freshman viaggia con una media di 11,2 punti 4,2 assist e 4,7 rimbalzi e diventa ben presto il punto di riferimento dei suoi compagni. Il 13 gennaio del 2016 arriva anche la sua prima tripla doppia con 16 punti, 12 rimbalzi e 11 assist nella gara contro Rutgers. I Buckeyes però non raggiungono il Torneo, fallendo così il principale obiettivo stagionale. Coach Matta si dimette (adducendo problemi di salute) e sotto i riflettori finisce anche il rendimento (calante) di Lyle.

Non che fuori dal campo vada molto meglio. Il 13 maggio del 2017 viene arrestato in Indiana con l’accusa di ubriachezza, atti vandalici e disturbo della quiete pubblica. Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia dell’Indiana, Lyle è stato arrestato dopo che, invitato ad uscire da un locale, aveva prima dato un pugno sulla porta del bar e poi anche su una macchina della polizia che era accorsa sul posto. Preso in consegna alle 2 del mattino, è stato rilasciato qualche ora dopo grazie a una cauzione di 150 dollari.

Jaquan Lyle

La foto segnaletica di JaQuan Lyle dopo l’arresto

A quel punto, dopo che la notizia era apparsa su tutti i giornali, un portavoce dei Buckeyes ha chiarito con un comunicato ufficiale che il giocatore non faceva più parte di Ohio State dall’11 aprile.

Quarta tappa, New Mexico

A fine estate 2017 arriva un nuovo annuncio: Lyle firma per New Mexico. Tuttavia, a causa delle regole dei transfer, deve aspettare un anno prima di giocare. E quando arriva il suo momento, proprio a pochi giorni dall’inizio degli allenamenti, si rompe il tendine di Achille compromettendo così interamente la stagione 2018-2019.

Il debutto con la maglia dei Lobos avviene solo nel novembre 2019, ben due anni dopo la firma. E dato che di classe il ragazzo ne ha tanta, in campo brilla: con 16.5 punti (e 4.8 assist e 4.1 rimbalzi) a partita, Lyle è il miglior realizzatore della sua squadra e New Mexico chiude il 2019 con l’ottimo record di 13-2.

 

Anno nuovo, vecchi problemi

A causa di un infortunio al ginocchio, il 2020 non inizia nei migliori dei modi per il numero #5 dei Lobos. Lyle è infatti costretto a saltare due partite e tra queste c’è il match sul campo di Nevada. Lo staff decide di lasciarlo ad Albuquerque per farlo riposare e permettergli di recuperare in vista dell’ importante appuntamento contro l’imbattuta San Diego State.

Il ragazzo ha però in mente qualcosa di diverso per passare il suo sabato sera e organizza una festa in un appartamento affittato su Airbnb poco distante dal campus. Ma quella che ha in mente non è una semplice festicciola: no, Lyle vuole invitare tutti gli atleti-studenti e inonda così il campus di volantini per promuovere l’evento. E a mezzanotte si presentano anche i suoi compagni di squadra di ritorno dal Nevada dopo aver perso di 22 punti.

Ma il party finisce male: una sparatoria mette fine alla festa e due persone vengono ferite alle gambe, fortunatamente in maniera non grave. Lyle viene squalificato per due partite per condotta disonorevole nei confronti della squadra. Immediate le scuse arrivate con un tweet:

Scuse che servono comunque a salvargli la stagione. Dopo la squalifica, Lyle è tornato in campo e i Lobos sono tornati a vincere. Lasciando però più di una perplessità tra tifosi e addetti ai lavori: JaQuan Lyle è infatti ancora un giocatore di college basket, nonostante una carriera vissuta pericolosamente su un ottovolante dal quale il ragazzo non sa come scendere.