Quote by Preseason Top 25 – N. 13 – UCLA

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La squadra

Un anno fa, Mick Cronin faceva le valigie e dalla natia Cincinnati se ne andava a Los Angeles a portare la sua idea di pallacanestro in un ambiente difficile, stanco e impaziente. Un anno dopo, UCLA si presenta col Pac-12 Coach of the Year seduto in panchina e una squadra che punta in alto nella conference, secondo noi favorita davanti a Oregon e Arizona State.

Nella scorsa stagione c’erano tante ombre sui Bruins: a una non-con season pessima e un 1-3 iniziale nella Pac-12, ha però fatto seguito un periodo d’oro (ben 11 vittorie nelle ultime 14 gare) e la squadra ha centrato il secondo posto nella conference. Adesso l’ottimismo intorno a loro proviene da quella striscia finale e dal fatto di non aver perso giocatori-chiave – UCLA era esplosa con un Prince Ali a mezzo servizio. Alex Olesinski e il povero Shareef O’Neal, ora trasferitosi all’alma mater di papà Shaq, avevano un impiego marginale.

Mick Cronin UCLA

Mick Cronin e UCLA hanno più di un buon motivo per sorridere adesso

Alla riproposizione in blocco dei giocatori in rotazione l’anno scorso – che avviene grazie al ritorno affatto scontato di Chris Smith – si affianca un’importante novità: Johnny Juzang, guardia/ala ex Kentucky che potrebbe soffiare il posto in quintetto a David Singleton oppure avere tanto spazio dalla panchina, un po’ come avvenuto col lungo Cody Riley. Le sue doti di cecchino dovrebbero aiutare UCLA a migliorare almeno un poco le non eccelse percentuali da tre di squadra (32.2% nella passata stagione, #226 in Division I).

Cronin potrà dunque continuare a sviluppare i suoi ragazzi sui binari già tracciati negli ultimi dodici mesi: alta intensità e difesa aggressiva, con un quintetto piccolo per poter cambiare facilmente in ogni situazione – ma il 98.1 di Adj. Defense registrato in quelle 14 partite, pur non malvagio, era ancora al di sotto dei suoi standard. Insomma, si può crescere ancora tanto.

In attacco, invece, quasi sicuramente vedremo ancora una gestione oculata del pallone, con possessi ragionati giocati sottoritmo e la perenne ricerca di tiri ad alta percentuale. Nel roster manca un talento davvero limpido, dunque tanto dei risultati di UCLA passerà dalla capacità dei titolari di riempire il tabellino in maniera costante.

Starting Five

G – Tyger Campbell – R-So, 2000, 180 cm
G – David Singleton – Jr, 1999, 193 cm
G – Jaime Jaquez – So, 2001, 198 cm
F – Chris Smith – Sr, 1999, 206 cm
F – Jalen Hill – R-Jr, 1999, 208 cm

Giocatori in evidenza

Chris Smith (13.1 punti, 5.4 rimbalzi, 1.6 assist) avrebbe potuto salutare tutti e presentarsi al Draft, ma ha scelto di tornare a UCLA per migliorare e per finire il lavoro iniziato. Numero 5 nella nostra Top 10 di ali, gli manca un tiro ancora più efficace (ma sembra sulla buona strada) che, unito alla sua taglia e alla sua versatilità, potrebbe renderlo un’arma super. Dovrà fare dei passi avanti per leadership e per concentrazione, soprattutto adesso che è l’unico senior del roster. Dovesse riuscirci, potrebbe realizzare la previsione di Cronin, che dice di vederlo destinato al primo giro del Draft 2021.

Per Tyger Campbell (8.3 punti, 5.0 assist), semi-citando una certa canzone, oltre ai capelli c’è di più, ovvero una PG perfetta per questi Bruins: gran polso, un ottimo rapporto assist/perse (2.79/1), difesa, un fisico solido a dispetto della statura. Anche lui – e in particolare lui – deve però migliorare al tiro (35.8% dal campo, 26.7% da tre). Avrà in mano le chiavi dell’attacco, soprattutto per gestire il ritmo, anche se Cronin ha detto di voler lasciare più spesso la palla nelle mani di Singleton per alleggerire il suo carico di lavoro.

Jaime Jaquez (8.9 punti, 4.8 rimbalzi, 1.4 assist, 1.4 recuperi) ha cambiato il volto dei Bruins da quando è stato inserito nello starting five. Come Smith, si tratta di una guardia schierata come ala nel quintetto small e copre quel ruolo con facilità. Lotta a rimbalzo, difende, trova i compagni e sa anche infilare tiri pesanti. Un vero coltellino svizzero.

Curiosità

Abbiamo già citato la difficile prima parte di stagione per i Bruins, i quali hanno toccato il fondo con l’upset casalingo subito con Cal State Fullerton il 28 dicembre 2019. Quel 77-74 rappresenta per UCLA la sua peggior sconfitta di sempre per posizione dell’avversario nel ranking di Ken Pomeroy. In quel momento, infatti, la squadra della Big West era la #283 in classifica. Non solo: il precedente record negativo dei losangelini era sempre legato al nome di CSU Fullerton. Era la stagione 2009-10 e da #210 passò al Pauley Pavilion per 68-65 dopo due overtime. Una vera bestia nera.

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