C’è chi è più guardia, chi più interno, chi difende per due e chi non va battezzato dall’arco. Le ali ormai da anni sono tra i ruoli più intriganti per gli addetti ai lavori, che si tratti di scout Nba o europei, perché spesso sono i giocatori più versatili e decisivi. Dopo esserci occupati dei migliori freshmen, dei prospetti europei e delle migliori guardie, è ora di conoscere le ali della Ncaa più forti nella stagione 2020-21.
1. Corey Kispert
GONZAGA – Sr. – 201 cm, 100 kg
13.9 PTS, 4.0 REB, 2.1 AST
Oltre che un giocatore di talento, è una solida certezza. E questo spesso basta per essere uno dei migliori al college. Offensivamente è conosciuto per il suo tiro (piedi per terra, fatevi il segno della croce) ma ha sviluppato anche dei movimenti efficaci in palleggio, più che altro attaccando i close out. Non conosciuto come gran difensore, ha però imparato fondamentali credibili difensivamente. Spesso utile a rimbalzo. Ultimo ma non meno importante, Mark Few lo adora: “È un emblema dello studente-atleta. Il tipo di persona e di giocatore che vogliamo che rappresenti il nostro programma. È Gonzaga in tutto e per tutto”, ha detto a Blue Ribbon.
2. Yves Pons
TENNESSEE – Sr. – 198 cm, 98 kg
10.8 PTS, 5.4 REB, 1.1 AST, 2.4 BLK
Qualcuno in redazione va in brodo di giuggiole quando si parla di lui, un po’ per com’è fuori dal campo e un po’ perché lo ritiene il miglior difensore della intera Ncaa. Quando si parla del francese (#2 nella nostra Top 30 europea), si parla di atletismo da Nba e di energia straripante nella propria metà campo. Inoltre, si renderà utile in attacco, l’aspetto del gioco che ancora lo tiene lontano dalle posizioni di prestigio del Draft 2021. Resta comunque un prospetto interessante in ottica pro e, se dovesse far vedere ulteriori passi in avanti nel suo gioco offensivo, scalerebbe rapidamente i Mock Draft.
3. Sam Hauser
VIRGINIA – R-Sr. – 203 cm, 99 kg
14.9 PTS, 7.2 REB, 2.4 AST (2018-19 @ Marquette)
Semplicemente il giocatore più atteso di UVA e quello che, se dovesse confermare le attese, può trasformare la squadra in un team da Final Four. Coach Bennett non fa misteri sul fatto che dovrebbe rivestire un ruolo importante in attacco perché può sia colpire dalla lunga distanza come pochissimi (44.5% dall’arco su 5.5 tentativi nei suoi tre anni a Marquette) che essere pericoloso vicino al ferro. Qualche problema potrebbe invece averlo nell’altra metà campo, perché non è conosciuto propriamente come grande difensore, ma ha avuto un anno intero per studiare i meccanismi della pack line defense di Virginia.
4. Aaron Henry
MICHIGAN STATE – Jr. – 198 cm, 95 kg
10.0 PTS, 4.6 REB, 2.9 AST
Un po’ guardia e un po’ ala piccola, è uno dei giocatori più completi del college basketball. In attacco sa fare molte cose discretamente bene, soprattutto mettere palla a terra, ma non eccelle in nessuna. Il suo territorio è la metà campo difensiva, dove può marcare giocatori di un po’ tutti i tipi grazie a un fisico molto tosto. Per fare il definitivo salto di qualità, dovrà mostrare affidabilità al tiro, che è ancora poco fluido e per questo poco efficace da oltre l’arco. E poi c’è il fattore-fiducia, questione che nel suo caso non è un facile luogo comune: Tom Izzo però ha detto che le cose cambieranno da quest’anno. Restate sintonizzati.
5. Chris Smith
UCLA – Sr. – 206 cm, 98 kg
13.1 PTS, 5.4 REB, 1.6 AST, 1.0 STL
Tutti lo vedevano diretto al Draft 2020, anche perché i candidati di quest’anno non erano così ricchi di talento. Invece ha preferito tornare a LA per chiudere alla grande la sua esperienza universitaria. Quest’anno dovrà caricarsi la squadra sulle spalle. E questa sarà un’opportunità per verificare la sua leadership. Atleta versatile, ha lavorato di anno in anno per migliorare dal punto di vista fisico e aggiungere un tiro rispettabile, finora aumentando volume e precisione (34.1% da tre su 2.8 tentativi, da freshman era solo sul 17.9% con 0.8 conclusioni). Dovesse fare un ulteriore passo avanti, potrebbe essere una grande sorpresa in ottica Draft.
6. Keyontae Johnson
FLORIDA – Jr. – 196 cm, 104 kg
14.0 PTS, 7.1 REB, 1.6 AST, 1.2 STL
Esploso la passata stagione, tanto da guadagnarsi la nomina nel First Team della SEC. Atleta incredibile, con esplosività e velocità che gli permettono di mettere in difficoltà i pari ruolo di stazza maggiore in attacco, oltre a essere un fattore in difesa. È proprio un jolly tuttofare per i Gators: la sua capacità d’incidere nelle due metà campo è ben rappresentata dalle sue stats (primo in squadra per punti e recuperi, secondo per rimbalzi) ma le sue prestazioni sono state spesso discontinue, così come il rendimento all’interno della singola partita. Fra le diverse cose in cui può e deve migliorare, questa è la più impellente.
7. Sandro Mamukelashvili
SETON HALL – Sr. – 211 cm, 109 kg
11.9 PTS, 6.0 REB, 1.4 AST
Due anni fa l’abbiamo visto giocare persino da 5 ma per noi è da considerare più come un’ala: un po’ perché la sua dimensione reale è di stretch four e un po’ in onore del chiaro imprinting da esterno che aveva già in Italia. Con l’addio di Myles Powell, il georgiano (#3 nella nostra Top 30 europea) erediterà i ruoli di giocatore anziano e di primo terminale offensivo dei Pirates. La sua capacità di colpire dall’arco (43.4%) unita a una dimensione interna, lo rende un attaccante pericoloso in tanti modi diversi (primo per Adjusted Offense nella Big East), combinando tiro, mobilità, ball handling, rapidità con una taglia importante.
8. Isaiah Livers
MICHIGAN – Sr. – 201 cm, 104 kg
12.9 PTS, 4.0 REB, 1.1 AST
Sembrava che potesse dichiararsi al Draft e invece alla fine ci ha ripensato per giocare l’ultimo anno a Michigan. La bontà della stagione dei Wolverines dipenderà molto da ciò che sarà in grado di fare: insieme a Franz Wagner, è una pedina-chiave per doti tecniche e versatilità che possono forse consentire a Juwan Howard d’incastrare quintetti differenti. È un tiratore senza dubbio mortifero (40.2% su 4.9 triple tentate) che gioca tanti minuti da 4 tattico e che sembra non forzare mai la giocata. Per questo intriga gli scout. Lo scorso anno ha saltato nove partite per infortunio e la squadra ha risentito molto della sua assenza.
9. John Petty
ALABAMA – Sr. – 196 cm, 83 kg
14.5 PTS, 6.6 REB, 2.5 AST, 1.1 STL
Guardia stabilmente schierata nello spot di 3 da coach Nate Oats (a volte persino da finto 4 in assetto small), è uno dei migliori tiratori in circolazione, se non proprio il migliore della Ncaa (44.0% su 6.7 triple tentate). Chiaro talento offensivo, ha di anno in anno mostrato piccoli ma molto significativi miglioramenti in altri aspetti del gioco, soprattutto in difesa e a rimbalzo. Restano perplessità sulla sua selezione di tiro e sulle sue letture, ma la sensazione è che abbia ancora qualche margine di miglioramento. Benché sia un senior, può essere una pick solida come specialista al prossimo Draft (per ora, più da secondo che da primo giro).
10. Ron Harper Jr.
RUTGERS – Jr. – 198 cm, 111 kg
12.1 PTS, 5.8 REB, 1.0 AST
È l’arma più affilata degli Scarlet Knights: la sua combinazione di velocità e di forza fisica lo rende difficilmente marcabile quando si avvicina a canestro e altamente ostico in difesa. È un tipo tosto, dal grande impatto. Può segnare da diverse mattonelle, anche dalla media, ma ha un punto debole cruciale nel tiro dalla lunga distanza: non è un jumper pessimo di per sé, ma non è neanche all’altezza del resto del repertorio. Ha margini di miglioramento, ma se vuole fare carriera come il padre, dovrà assolutamente migliorare la mira. Adesso può permettersi di fare il 4, ma il suo futuro Nba è legato alla sua eventuale schierabilità come 2-3.
Menzioni d’onore
Joey Hauser, Michigan State
Matthew Hurt, Duke
Matt Mitchell, San Diego State
Terrence Shannon, Texas Tech
Joe Wieskamp, Iowa
Copertina: Photo by Tyler Tjomsland / The Spokesman-Review