Quote by Preseason Top 25 – N. 25 – Louisville

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La squadra

C’è una squadra che perde l’intero quintetto titolare dello scorso anno. Per metterla in cifre, il 75% dei punti segnati nel 2019-20. Non ha 5-star fra le matricole in entrata. Ha due transfer con zero esperienza di college basketball d’alto livello. Ora, questa squadra – Louisville, bravi, avete indovinato – è nella nostra Preseason Top 25. Quelli di BN si sono bevuti il cervello? Forse sì, però ragioniamo un attimo.

Fra le escluse del ranking, ci sono formazioni che sembrano offrire più certezze (Texas, ad esempio). I Cards sono un po’ un oggetto misterioso, ma hanno un potenziale interessante. Al netto degli interrogativi, sembra esserci un buon mix di punti nelle mani, duttilità, difesa e rimbalzi nei vari ruoli, perlomeno fra i giocatori che comporranno lo starting five.

chris mack

Coach Chris Mack

Il più esperto è Malik Williams, lungo che avrà tanto spazio e da cui ci si aspetta molto in entrambe le metà campo. Giocherà da 5 ma ogni tanto scalerà da 4 con Aidan Igiehon sul parquet. Per quanti minuti? Dipenderà dalla maturazione di Irish Hulk, atleta super ancora da sgrezzare. Le fortune di Louisville dipenderanno in buona parte dall’eventuale esplosione di due underclassmen: David Johnson, protagonista a sorpresa in una vittoria su Duke, e Samuell Williamson, 5-star in ombra da matricola. Infine due grad transfer a completare il quintetto: Carlik Jones, PG di grande talento offensivo, e Charles Minlend, 2-3 chiamato a non far rimpiangere troppo il contributo da tuttofare di Dwayne Sutton.

Starting Five

G – Carlik Jones – R-Sr, 1997, 185 cm
G – David Johnson – So, 2001, 196 cm
G – Charles Minlend – R-Sr, 1997, 193 cm
F – Samuell Williamson – So, 2000, 201 cm
C – Malik Williams – Sr, 1998, 211 cm

Giocatori in evidenza

Posto che Williams farà meglio a collezionare doppie-doppie (4 l’anno scorso, non male per uno da 18.7 minuti di media), alla voce punti non si potrà prescindere dal backcourt duo Jones-Johnson. Le premesse per una buona intesa fra i due ci sono: diversissimi per taglia, entrambi hanno fiuto per il canestro e possono giocare sia on che off-the-ball, il che dovrebbe aiutare la loro libertà d’esprimersi in campo e di adattarsi all’avversario di turno.

Per Johnson la sfida personale consiste nel trovare continuità di rendimento, mentre per Jones sta nel non pagare troppo lo scotto del salto in una high-major. Magari non segnerà 20 punti di media come a Radford, ma gli impressionanti livelli di efficienza offensiva (sia al tiro che nella gestione del pallone) che porta come biglietto da visita dovrebbero emergere in qualche misura.

Fra i titolari, Williamson è quello che ha di più da dimostrare ma è anche quello con maggiore upside. I numeri modesti da freshman (4.4 punti in 15.3 minuti) non dovrebbero far dimenticare che, un anno fa, si parlava di lui come possibile one-and-done. Ora non c’è più Nwora a fargli ombra, verrà cercato più spesso e dovrà mettere a frutto il suo potenziale di attaccante ad ampio raggio di soluzioni.

Curiosità

A coach Chris Mack non mancano ironia e voglia di scherzare. Una volta, ad esempio, è andato a decorare il giardino di un collega con una tonnellata di carta igienica. Le sue trovate però possono anche avere fini veri e propri, come lo spingere Coach Cal a fissare una data per il derby UK-UofL di quest’anno. Stanco dei tentennamenti a casa Lexington, lo scorso 30 settembre Mack si è dilettato sui social in un’invettiva ultrasarcastica di oltre due minuti. Risultato: John Calipari si è piegato (ma senza videorisposta) e il prossimo rivalry game fra Louisville e Kentucky si giocherà il 26 dicembre.

Copertina: Photo by Streeter Lecka/Getty Images

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