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L’uomo mascherato e la super spalla di Illinois

Ayo Dosunmu Andre Curbelo Illinois Batman Robin
Autore: Redazione BasketballNcaa
Data: 8 Mar, 2021

Illinois riabbraccia il suo caro Ayo Dosunmu, che ora sfoggia una bella maschera protettiva, e continua a vincere, grazie anche all’aiuto nel backcourt di un freshman sempre più decisivo. È con gli Illini, squadra più calda del momento, che iniziano le pagelle di questa settimana.

 

Illinois. Ha messo il turbo nel finale di stagione, quando contava di più, 11 vittorie su 12 partite, le ultime tre consecutive in casa di Wisconsin, Michigan e Ohio State. Gare combattute ma vinte con autorità. Il guaio, per gli avversari, è che l’assenza temporanea di Ayo Dosunmu (che però ora è tornato con la maschera da supereroe) ha esaltato e fatto crescere il freshman Andre Curbelo, vero protagonista del finale di stagione. E adesso davvero non manca niente per sognare in grande.

MaCio Teague (Baylor). In una squadra con Jared Butler e Davion Mitchell a volte ci si dimentica che c’è anche lui. Non corre questo rischio Texas Tech che si ricorderà benissimo della sua senior night dopo esser stata sommersa da 35 punti, con un irreale 10/12 al tiro da 3. Semplicemente immarcabile. (P.S. Anche Mark Vital con 10+15 ci è parso in discreta forma)

D.J. Burns (Winthrop). Il voto se lo meriterebbe tutta la squadra, dominante nella Big South e vincitrice del torneo di conference con un sonoro 80-53 su Campbell nella finale. Per una volta però concentriamoci sul suo centrone grande e grosso che, dopo alcuni alti e bassi, è arrivato al clou della stagione in gran forma: 22 punti con 11/12 al tiro coi Camels, facendo ciò che voleva e come lo voleva nel raggio di tre metri dal canestro. Sarà molto interessante vedere l’ex Tennessee contro pari ruolo di ben altro calibro al Torneo Ncaa.

 

Oregon. Cinque vittorie consecutive, dieci nelle ultime undici. Alla fine a vincere la Pac-12 sono i Ducks che hanno viaggiato a fari spenti per tutta la stagione. Aiutata anche dal suicidio finale di USC (unica squadra che li ha battuti nell’ultimo periodo), Oregon bissa il successo dello scorso anno. In settimana, l’attacco è sembrato funzionare come non mai: contro Arizona, UCLA e Oregon State sono arrivate le migliori tre prestazione offensive dell’anno secondo KenPom, tutte capeggiate da uno splendido Chris Duarte.

Avery Anderson (Oklahoma State). Mancano Cade Cunningham e Isaac Likekele, cioè i due giocatori più forti della squadra? Non c’è problema, ci pensa lui con un career-high di 31 punti per sbancare il campo di West Virginia e confermare i Cowboys come squadra ampiamente da evitare al torneo. Rimedia con gli ultimi 5 punti della gara a una persa sciagurata nell’ultimo minuto seguita da uno scivolone comico che stava per costarne un’altra: la sua crescita da scorer affidabile dopo un anno da freshman da comparsa è uno dei segreti dell’ascesa di OSU.

Elisa Pinzan (South Florida). Vince il titolo di regular season nell’American Athletic e viene anche premiata come Most Improved Player della conference. La floor general di USF ha condotto una stagione superlativa (9.6 punti e 7.0 assist di media) e non vediamo l’ora di osservare lei e la sua squadra in azione al Torneo Ncaa. Al momento ESPN le indica come seed numero 6, proprio come la Georgia Tech di Lorela Cubaj.

 

Tramon Mark (Houston). Che il freshman abbia una marcia in più lo si è capito fin da inizio stagione, nonostante coach Kelvin Sampson sia di quelli che tendono a dare poco spazio ai giocatori al primo anno. Per fortuna di allenatore e tifosi, la guardia di Houston era in campo nel finale contro Memphis. Col punteggio in parità a meno di 2″ dal termine, Mark ha ricevuto in maniera atletica un passaggio tutto campo e scoccato una tripla fuori equilibrio. Canestro e vittoria. (P.S. Brutta botta per Memphis, cui quella vittoria sarebbe servita)

Zach Edey (Purdue). Da un freshman all’altro. Anche di Zach Edey vi abbiamo parlato a inizio stagione. Il lungo-molto-lungo di Purdue (224 cm) è stato protagonista delle ultime due vittorie dei Boilermakers in Big Ten, e ora la squadra è tornata nel ranking e a essere stabilmente tra quelle da Torneo Ncaa. I numeri di Edey fanno abbastanza impressione, considerando che non tira da tre: 21 punti con 8/11 in 18 minuti e 20 punti con 8/10 in 21 minuti. Una macchina da canestri inarrestabile.

 

LSU. I Tigers non sono mai sbocciati definitivamente quest’anno, ma sono sempre lì. Due vittorie in settimana, una di autorità contro Vanderbilt e soprattutto un’altra in volata contro Missouri, con un Cameron Thomas preciso come non mai (8/9 al tiro e 10/12 ai liberi per 29 punti). Bene così, anche se nessuno pensa ad LSU come possibile sorpresa del Torneo Ncaa: in fin dei conti, sembrano sempre galleggiare alle spalle dei più forti, senza mai compiere quel tipo di passo in più fatto da Alabama e Arkansas.

Guglielmo Caruso (Santa Clara). I Broncos hanno fatto una figura più che discreta spingendosi fino ai quarti di finale del torneo della West Coast. E il napoletano ha fatto una figura altrettanto buona, viaggiando a quota 14.7 punti e 7.3 rimbalzi nelle tre partite, mostrando ottima tecnica e varietà di soluzioni nell’attaccare il canestro in post basso così come nel partire dall’arco dei tre punti. Con un po’ più di continuità e di fortuna, sarà questo il Caruso che vedremo nell’anno da senior, ossia un giocatore da First Team nella WCC.

 

Edoardo Del Cadia (UNLV). I Runnin’ Rebels sono stati la delusione dell’anno nella Mountain West e non hanno mai dato veri segnali di possibile ripresa. L’esordiente Edo non ha mai trovato una collocazione precisa nelle rotazioni, ma contro Wyoming ha tirato fuori una prestazione ottima (13 punti in 23 minuti), unico dei suoi a buttare l’anima in campo. Il suo momento potrebbe benissimo arrivare l’anno prossimo.

Rocket Watts (Michigan State). La guardia degli Spartans è l’esempio perfetto per raccontare come è stata finora la stagione di Michigan State. La squadra doveva giocare due partite consecutive contro la corazzata (e rivale) Michigan. Ha perso fuori casa e vinto in casa. Fuori casa, Watts è stato inguardabile, coach Tom Izzo lo ha tenuto in campo poco e il ragazzo ha sparacchiato. In casa è stato a tratti immarcabile insieme ad Aaron Henry. E così resta il dubbio: che squadra è Michigan State?

 

Richmond. Doveva essere il loro anno nell’Atlantic 10, invece sono andate storte molte cose. Gli infortuni di sicuro non hanno aiutato (l’ultimo ha tenuto fuori nelle partite del torneo di conference la guardia Blake Francis). Ma al di là di problemi fisici, qualcosa non ha funzionato nemmeno nella chimica di squadra. E così è arrivata l’eliminazione per mano di Duquesne. E di March Madness se ne riparlerà in futuro.

B.J. Boston (Kentucky). La sua discontinuità è fra i tanti mali di questa pessima stagione di UK. I Wildcats si affacciavano alla settimana con l’imperativo di vincerle tutte, soprattutto i due scontri diretti contro Florida e Ole Miss, per presentarsi al meglio per il torneo di conference. Invece concludono con bilancio 1-2, perdendo proprio queste due partite dove Boston è stato divorato dalla fisicità e intensità delle difese: 4/19 dal campo, 2/10 da tre e Kentucky perde in volata. Sabato è arrivata una grande prestazione contro South Carolina, 19 punti con 6/10 da tre, ma la sua annata è stata proprio così: grandi prestazioni che si susseguivano a partite orrende.

 

Wright State. Prima vittima della follia di marzo. La favorita della Horizon League è uscita ai quarti di finale con Milwaukee, in una partita in cui era sopra di 24 punti a 6 minuti dalla fine. Miglior fortuna l’anno prossimo (si spera), con una squadra che ha già dimostrato di essere molto competitiva e che si ripresenterà identica o quasi negli effettivi, stavolta con un po’ di esperienza in più e, presumibilmente, anche con un discreto dente avvelenato.

UMBC e Vermont. Restando in tema di marzo e dei suoi regali, le due favorite della America East sono uscite subito in semifinale e quindi la conference manderà una fra UMass Lowell e Hartford al Torneo Ncaa. Siamo un bel po’ delusi, però, ehi, se dovessero vincere i primi potremo gustarci Obadiah Noel (senior da oltre 20 punti a partita) che può mettere in crisi qualche grande alla March Madness.

 

Duke. Doveva dare un segnale al Selection Committee e in effetti il segnale è arrivato forte e chiaro: sotto di 20 punti dopo 10 minuti e derby della Tobacco Road ampiamente finito. Imbarazzante l’approccio dei Blue Devils a una partita che quantomeno poteva ridare qualche speranza in ottica Torneo, e invece hanno proprio chiarito che quest’anno è molto meglio che stiano a casa. Cosa che non accade dal 1995, ma tutto sommato nessuno rimpiangerà l’assenza di una squadra che non ha mai giocato una pallacanestro decente.

Seton Hall. Perdere con UConn ci può stare (ormai gli Huskies sono chiaramente la terza forza della Big East), ma farlo anche con St. John’s (oltretutto buttando via un 18-0 iniziale) è davvero un’idea pessima, perfetta per affossare le proprie speranze di at-large bid e rivitalizzare al contempo quelle di una diretta concorrente. I Pirates ora ritroveranno proprio i Johnnies al primo turno del torneo di conference, in quello che sarà dunque un doppio dentro-o-fuori.

 

Villanova. Voto due come due sono le notizie pessime arrivate nel giro di pochi giorni. Come se non bastasse aver perso Collin Gillespie per il resto della stagione, i Cats ora devono fare i conti con un infortunio alla caviglia (probabilmente serio) di Justin Moore. Nonostante ciò, Nova si è ritrovata a un tiro dal vincerla contro Providence, ma le prospettive nell’immediato non sono rosee. Senza una vera PG e con un reparto guardie ridotto al lumicino – ora deve giocare persino Chris Arcidiacono e no, non è bravo quanto il fratello – non sembra una squadra che possa andare oltre il secondo turno della March Madness.

Greg McDermott (Creighton). Non sono più tempi buoni per passarla liscia quando si usano riferimenti culturali razzisti coi propri giocatori (“Ho bisogno che tutti rimaniate nella piantagione, nessuno può lasciare la piantagione”). Se n’è reso conto l’allenatore di Creighton, sospeso dal college che pure ha portato in alto dal punto di vista cestistico. I giocatori hanno spiegato che capiscono quanto McDermott tenga a loro e alla squadra. Ma la passione passa anche senza riferimenti agli schiavi.

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