Quote by Da Gonzaga a Clark, la redazione risponde

27/03/2021

Gonzaga, Loyola, Syracuse, Draft. Ci avete mandato un po’ di domande sui nostri canali social (facebook, instagram, twitter). Ecco le risposte.

 

Secondo voi quale sono state le squadre over e under seeded?

Risposta facile: sono rispettivamente Virginia e Loyola. La prima è stata fin troppo premiata dal NET rispetto a quanto mostrato in campo durante l’anno; la seconda, invece, è stata chiaramente snobbata dal Comitato nonostante degli analytics da seed 4. Il NET è un ottimo strumento e, in passato, una formazione come Loyola sarebbe stata trattata in maniera anche peggiore. Purtroppo però certe leggerezze – chiamiamole così – nei confronti delle mid da parte di chi ha l’ultima parola sono proprio dure a morire.

Loyola da Final Four?

Assolutamente sì.

Chi può fermare Gonzaga?

Prima di arrivare alle Final Four, forse USC grazie alla sua protezione dell’area. La principale candidata a fermare Gonzaga è però sempre e comunque Gonzaga stessa.

Oregon fa la festa a Gonzaga. Houston ora o mai più.

Non è una domanda, ma ok. Diciamo alla prima (possibile ma pur sempre improbabile) e no alla seconda. Finché c’è Kelvin Sampson al timone, Houston rimarrà ai piani alti e avrà altre occasioni per tagliare grandi traguardi.

Quanto avanti può andare Syracuse?

Fino alle Elite Eight. Ha un’occasione ghiotta contro Houston adesso ma, per esempio, in un eventuale scontro con Loyola, incontrerebbe una squadra molto ben attrezzata per mettere un freno ai suoi punti forti.

Ottica Draft. Quali sono i giocatori che, grazie a questa March Madness, si sono messi in luce e quali invece rischiano di scivolare più indietro?

Il Torneo può migliorare le quotazioni di un giocatore (anche di molto) ma difficilmente le intacca. Cade Cunningham, per esempio, è uscito presto e non ha avuto modo di brillare come può, eppure questo non cambia di una virgola la sua candidatura forte a prima scelta. Discorso valido anche per James Bouknight, sempre proiettato in zona lottery.

Due turni sono pochi, in genere, per decretare un “vincitore”, ma Buddy Boeheim di Syracuse e Max Abmas di Oral Roberts hanno certamente fatto girare parecchie teste. Potremmo non rivederli al college l’anno prossimo. Pensando invece al proseguimento del Torneo, il pensiero va subito a Davion Mitchell di Baylor (ancora dato a cavallo fra primo e secondo giro, ma per noi può valere la lottery) e a Joël Ayayi, troppo spesso passato sottotraccia rispetto ad altri componenti di Gonzaga.

Quali ripercussioni avranno i fallimenti di Duke e Kentucky? Verranno ridimensionati in fase di reclutamento?

L’immagine, l’attrattiva e le connection di una Blue Blood sono elementi così radicati da risultare più forti degli insuccessi di un’annata, specie di una particolare come questa. Duke e Kentucky continuano a essere i due cagnoni che per primi si litigano le reclute di alto livello. Ciò che può ridimensionarle (ammesso che sia questo il termine giusto da usare) è invece il fatto di ritrovarsi ora in un contesto più articolato. Insomma, hanno più concorrenza adesso fra la G League e una Gonzaga che ha ormai messo piede in quel territorio e che promette di farlo in maniera stabile. Presumibilmente non potranno più dominare la corsa, ma sembrano ancora le prime due forze con le quali vanno fatti i conti.

Ormai la March Madness maschile è diventata mainstream (scherzo), perciò la mia domanda sarà sul torneo femminile, in particolare sul fenomeno di Iowa, Caitlin Clark: potreste raccontarci qualcosina sulla futura rivale della Bueckers? Grazie!

Beh, parliamo della leading scorer della Division I: pull up game e tiro da tre semplicemente incredibili. In uno-contro-uno ti massacra: non c’è modo di lasciarle il minimo spazio per via del suo range di tiro e, d’altro canto, marcarla forte o raddoppiarla può lasciare il fianco ad altri tipi di scompensi. UConn ne avrà le mani piene, ma è una squadra che concede poco in difesa: grandissimo test di maturità per Clark. Con Paige Bueckers si prospetta un grande scontro nelle Sweet 16: due matricole di livello così alto, faccia a faccia in due squadre che sono al top nazionale per efficienza offensiva (Iowa prima e UConn seconda per eFG%) proprio partendo dal talento delle due.

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