Quote by Preseason Top 25 – N. 21 – Florida State

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La squadra

Florida State è campione in carica nella ACC, ma la conference dovrebbe riprendersi dal down year del 2019-20. Puntare al bis sarà difficile, anche perché nel frattempo sono andati via fior di giocatori: Devin Vassell, Patrick Williams (probabili lottery pick al prossimo Draft) e Trent Forrest. Coach Leonard Hamilton ha però messo insieme un quadriennio super (75% di gare vinte) nonostante i frequenti ricambi nel roster e anche quest’anno pare avere a disposizione abbastanza risorse per far andare il giocattolo.

I pilastri di FSU rimarranno intatti: un block rate d’élite (#4 in D-I l’anno scorso), difesa forte sulla palla (#10 in D-I per Stl%) e controllo dei tabelloni. I giocatori adatti ci sono: alti e atletici in tutti i ruoli, con la possibilità di pescare in profondità dalla panchina. “In difesa […] pensiamo che usare le mani, deviare palloni, rubarli e offuscare la visione di gioco siano cose importanti. […] Non sono contrario alle guardie piccole, ma siccome cambiamo dall’uno al cinque, per una guardia grande è più facile difendere su un giocatore di post”, aveva detto Hamilton a CBS Sports.

Leonard Hamilton durante un timeout (Photo by M. Anthony Nesmith/Icon Sportswire)

RayQuan Evans, 193 cm d’altezza, è infatti il più piccolo del roster. Il rendimento di Florida State dipenderà in larga parte dall’impatto che la nuova PG titolare avrà sul parquet. In grado di far girare la squadra, non sembra un gran realizzatore ma di certo è incoraggiante il fatto che, l’anno scorso, il suo plus/minus individuale fosse il migliore dei Seminoles.

Il suo compagno di backcourt è M.J. Walker, che invece di punti nelle mani ne ha, essendo l’unico returning player ad aver chiuso in doppia cifra la passata stagione (10.6 punti). Ci si aspetta da lui il salto di qualità (specie nell’attaccare il canestro, solo 43.5% al ferro l’anno scorso) e una grossa fetta della produzione offensiva ricadrà sulle sue spalle. Il pacchetto degli esterni si completa col gioiello della rosa, Scottie Barnes, freshman che somiglia a Jonathan Isaac. RaiQuan Gray e Malik Osborne sono i due lunghi titolari e, alle loro spalle, il primo a subentrare è il sevenfooter serbo Balša Koprivica.

Starting Five

G – RayQuan Evans – Sr, 1998, 193 cm
G – M.J. Walker – Sr, 1998, 196 cm
F – Scottie Barnes – Fr, 2001, 206 cm
F – RaiQuan Gray – R-Jr, 1999, 203 cm
C – Malik Osborne – R-Jr, 1998, 206 cm

Giocatori in evidenza

Florida State ha fatto un colpaccio col commit di Scottie Barnes, 5-star “alto” (presente in tutte le Top 10 della classe 2020) che sembrava diretto ad Oregon. Il prodotto di Montverde Academy incarna alla perfezione il soldatino fidato di Hamilton: 206 cm per 103 kg, è elastico, può difendere su cinque posizioni ed è un fantastico slasher. Giocatore poliedrico, con buone mani per dar via il pallone, ma ha da lavorare sul suo range di pericolosità realizzativa.

Sardaar Calhoun, guardia/ala di 198 cm d’altezza, potrebbe essere un sesto uomo di lusso. Debuttante in D-I, al junior college ha fatto girare parecchie teste grazie a un tiro strepitoso (da sophomore, 45.6% da tre su 7.0 tentativi a gara), tanto fluido nell’esecuzione quanto difficile da contestare (elevazione e statura danno come risultato un punto di rilascio alto).

Curiosità

Ogni anno si vedono decine di transfer giungere dall’esterno della D-I. Arrivano soprattutto dai JUCO, ma non manca mai qualcuno dalla D-II, dalla D-III o persino dalla NAIA. Assai più raro è invece il caso di Tanor Ngom, transfer dalla U Sports, il campionato delle università canadesi. Prima di questo passaggio, la traiettoria del ragazzone (218 cm d’altezza) era stata più classica, ma comunque contrassegnata da un bel girovagare: lasciato il Senegal, un anno in Spagna e poi due in Germania prima di trasferirsi nel Canada.

Il lungo di Florida State non è fra i prospetti più discussi, ma neanche un totale sconosciuto: UConn lo voleva tre anni fa, ha già fatto dei provini pre-Draft e nel 2018 si è fatto notare in un’amichevole fra la sua Ryerson e Duke: 12 punti, 6 rimbalzi, 3 stoppate dinanzi sua maestà Zion Williamson, con tanto d’inchiodata prepotente che provocò una frattura orbitale al povero Alex O’Connell.

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