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UCLA batte MSU, avanza anche Drake

UCLA Michigan State March Madness 2021
Autore: Paolo Mutarelli
Data: 19 Mar, 2021

UCLA che batte Michigan State in overtime dopo essere stata sotto di 14 punti, le partite Drake-Wichita State e Norfolk State-Appalachian State che finiscono all’ultimo possesso, con rimonte da entrambe le parti. Se il buon giorno si vede dal mattino, la March Madness 2021 sarà di quelle da ricordare. La partita alla fine più normale, è stata proprio quella d’esordio tra Texas Southern e Mount St. Mary’s. Ecco cosa hanno detto le gare del First Four

#11 UCLA – #11 Michigan State 86-80 (OT)

Era la gara più attesa e non ha deluso le aspettative. Michigan State ha imposto il suo piano partita nel primo tempo fatto di fisicità in difesa, provando a togliere il pallone dalle mani di Tyger Campbell, uno dei migliori playmaker della Ncaa e nello stesso tempo a far muovere la difesa di UCLA che tende a lasciare liberi angoli e lato debole. La ricetta di Tom Izzo ha funzionato nel primo tempo (sopra di +14), ma alla lunga non ha retto.

Quando le percentuali al tiro sono iniziate a calare, per Michigan State è stato complicato trovare la via del canestro. Aaron Henry ha provato in tutti i modi (14 punti, 7 assist e 5 rimbalzi alla fine per lui) a scuotere i suoi, segnando ogni volta che serviva ma non è bastato. UCLA, invece, è riuscita a trovare risorse alternative a Campbell nella creazione di gioco, sfruttando Jaime Jaquez Jr (27 punti, 11/20 dal campo e 3/4 da tre) e Johnny Juzang (23 punti, 9/20 dal campo e 3/9 da tre), autori di due partite pazzesche. Menzione d’onore per Jules Bernard che ha messo gli 11 punti più pesanti di tutta la gara: i primi cinque appena dopo che MSU aveva toccato il suo massimo vantaggio nel primo tempo, gli ultimi sei nel momento finale per ricucire lo strappo.

Un overtime specchio della stagione

Per UCLA era il quinto supplementare di una stagione in cui ben 13 partite sono finite con uno scarto minore ai 5 punti o al supplementare. Per Michigan State è stato il primo OT, fatale perché in cinque minuti ha messo a nudo i problemi di questa stagione che si riassumono in una parola: fragilità. Gli Spartans erano 7-0 quando Rocket Watts andava in doppia cifra, 8-12 quando non ci arrivava. Watts era a 9 punti a referto quando ha mandato sul ferro la tripla della possibile vittoria a 30 secondi dalla fine. A volte le statistiche non mentono.

#11 Drake – #11 Wichita State 53-52

Gara a chi sbagliava di più tra due delle squadre-sorpresa della stagione, ossia Drake e Wichita State. Hanno vinto i Bulldogs sfruttando la prova sopra le righe di Joseph Yesufu, sophomore promosso in quintetto dopo l’infortunio del play titolare. Per lui 21 punti e canestri importanti, qualcuno anche spettacolare per una PG di 183 cm. Accanto a lui, Tremell Murphy si è messo a segnare da 3 quando contava. Da segnalare il rientro in campo dopo 3 mesi (ma solo 10 minuti) del miglior giocatore della squadra Shanquan Hemphill. Losing effort invece per Morris Udeze (career high di 22 punti), ma Wichita State ha pagato il 3/18 dalla lunga distanza (1 solo punto per il top scorer Tysone Etienne) e le scelte scriteriate di Alterique Gilbert nel finale.

 

#16 Norfolk State – #16 Appalachian State 54-53

Il sophomore Jalen Hawkins ci teneva tantissimo a sfidare Gonzaga nel primo turno della March Madness e così ha deciso di realizzare il career high di 24 punti nella gara più importante della stagione. Appalachian State ha il merito di aver rimontato 19 punti ed essere andata sopra di 6 a pochi minuti dal termine: ha regalato al pubblico una partita divertente. Ora i ragazzi di Norfolk State potranno raccontare ai nipoti “giocammo contro Gonzaga nella March Madness del 2021“.

#16 Texas Southern – #16 Mount St Mary’s 60-52

Una squadra da corsa (Texas Southern) contro una dai ritmi lenti (Mount St Mary’s). Nel primo tempo l’hanno spuntata i Moutaineers, ma nel secondo sono esplosi i Tigers con la loro difesa press tutto campo. Risultato, il play Damian Chonq Qi è andato fuori giri e con lui tutta Mount St Mary’s. Nel parziale di 11-0 che ha ribaltato l’inerzia della gara, i protagonisti sono stati John Walker (19 punti e un paio di giocate sopra il ferro) ma soprattutto Jordan Gilliam (12 punti) e Justin Hopkins (9 punti) con triple fondamentali. Adesso però arriva Michigan.

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