Quote by Preseason Top 25 – N. 9 – Kentucky

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La squadra

A Kentucky, stagione positiva significa arrivare almeno alle Final Four (l’ultima è stata nel 2015) e ogni anno la nuova classe di reclutamento dei Wildcats deve crescere in fretta, sotto una pressione oceanica, per soddisfare gli appetiti della Big Blue Nation. In questo 2020-21 sembrano partire leggermente dietro il treno delle favorite (e anche nella SEC dovranno guardarsi da Tennessee).

Le motivazioni sono principalmente due. Primo: questa è la squadra “più nuova” che John Calipari ha mai avuto a Kentucky (fra i returning players c’è solo il 6% dei punti segnati nel 2019-20). Secondo: i Wildcats tendono a uscire sul lungo periodo e la stagione accorciata dall’emergenza Covid potrebbe inficiare lo sviluppo dei tanti freshmen. Ci si aspetta tanto dal duo di transfer che Coach Cal si è portato a casa: Davion Mintz, ex Creighton, porterà un po’ di tiro da tre, energia in difesa e sembra essere anche un’assicurazione se Devin Askew, riclassificato dalla classe 2021, dovesse metterci più del previsto a inserirsi. Olivier Sarr, invece, è stato uno dei migliori giocatori della ACC l’anno scorso e potrebbe essere un punto di riferimento su entrambe le metà campo.

Olivier Sarr Kentucky

Lo scorso anno, nel giro di tre giorni, Olivier Sarr ha segnato 25 punti nell’upset su Duke e collezionato una doppia doppia fenomenale, 30+17, contro Notre Dame

Partiamo dalla difesa: Calipari starebbe pensando di disporsi a zona. Perché sono scarsi? Assolutamente no. La squadra è infarcita di ali atletiche, lunghe, versatili, molto mobili, come i freshmen Terrence Clarke, Cam’Ron Fletcher, Jacob Toppin (transfer da Rhode Island e fratello di Obi) e il sophomore Keion Brooks, che potrebbero diventare fastidiosissime in quel tipo di assetto. Jim Boeheim, guru della 2-3, ha insegnato che le zone con giocatori sopra i due metri fanno spesso paura. Anche il fattore tempo potrebbe essere una ragione. Se invece si dovesse optare per un assetto tradizionale con due lunghi, aspettatevi copiosi minuti dalle matricole Isaiah Jackson e Lance Ware.

L’attacco potrebbe essere in mano a B.J. Boston, esterno dalle grandi capacità realizzative che nel suo ultimo anno a Sierra Canyon si era abituato a condividere i riflettori con altre stelle. Accanto a lui, Devin Askew potrebbe rivelarsi decisivo con il suo tiro da tre, la sua capacità di giocare a ritmi alti e di trovare i compagni dal pick and roll. Ci si aspettano grandi cose anche dall’atletico Clarke e da Brooks, che era migliorato sul finire della scorsa stagione. 

Starting Five

G – Devin Askew – Fr, 2002, 191 cm
G – B.J. Boston – Fr, 2001, 200 cm
F – Terrence Clarke– Fr, 2001, 201 cm
F – Keion Brooks – So, 2000, 201 cm
C – Olivier Sarr – Sr, 1999, 213 cm

Giocatori in evidenza 

A B.J. Boston (#3 nella nostra Top 10 freshmen) piacerebbe fare il regista e diciamo che le prime tappe di un suo futuro biopic le ha scelte bene: prima Sierra Canyon e poi Kentucky, due factory piene di talento dove prepararsi al salto in Nba. In maglia Wildcats potrebbe spiccare il volo. È uno dei due freshman inseriti nella short list per il NPOY, grazie al suo fisico lungo e agile unito a un istinto da killer in isolamento, versatilità in difesa e un gran palleggio. Potrebbe essere il miglior esterno di Kentucky.

Devin Askew non è l’unico riclassificato della classe di Kentucky. Anche Terrence Clarke (#7 nella lista delle matricole) avrebbe dovuto trovarsi in high school quest’anno. Peccato che sia già pronto. Rifiutata la G-League perché “aveva bisogno di Calipari”, Clarke è arrivato a Lexington per diventare una stella. Intensità e atletismo sono gli ingredienti principali, sa tirare dal palleggio, difende su almeno tre ruoli e ha anche dei buoni istinti di passaggio. Boston balza più all’occhio, ma non stupitevi se Clarke si ruba il palcoscenico.

Abbiamo aspettato per tanti mesi il waiver di Olivier Sarr (13.7 punti, 9.0 rimbalzi) per capire se Kentucky potesse diventare una candidata al titolo. Con lui, il potenziale c’è. Il centro francese (#4 nella Top 30 Europei) è migliorato esponenzialmente nei tre anni a Wake Forest, aggiungendo sempre più cose al suo bagaglio. Uno dei migliori rimbalzisti della nazione su entrambi i lati (#10 per OR% e #2 per DR% nella ACC), valvola di sfogo in post e buonissimo rim protector. Su di lui si può costruire una difesa di alto livello.

Curiosità 

Il beef tra Chris Mack e John Calipari è stata una delle storie più divertenti degli ultimi tempi. L’inizio del battibecco ve l’avevamo già raccontato nella scheda di Louisville, ma poi Calipari ha dato seguito alla cosa dichiarando di non aver visto la video-invettiva di Mack nei suoi confronti e che, nonostante i due abbiano parlato più volte da quel momento, la storia del video non sia mai uscita fuori. Perlomeno una mezza bugia, diciamocelo.

Può essere l’inizio di una rivalità nella rivalità? Pensiamo di sì, visto che i due personaggi si prestano bene. Mack è sarcastico ed è già abituato a non indietreggiare davanti a colleghi col caratterino nell’ambito di una rivalry locale animosa (di chi parliamo? Ma di Mick Cronin, ovviamente). Cal, dal canto suo, ci ha regalato una lunga sequela di punzecchiature a Rick Pitino, dal rifiutarsi di elencare Louisville tra le sue rivali al fare il verso a un libro del collega (Success is a Choice) col suo volume intitolato Success is the Only Option.

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