Quote by Preseason Top 25 – N. 10 – Illinois

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La squadra

Quando il 31 luglio Ayo Dosunmu ha chiamato coach Brad Underwood per dirgli che sarebbe tornato a giocare a Illinois, il 56enne allenatore del Kansas è quasi caduto dalla sedia. Il giorno seguente, anche Kofi Cockburn, un centro da primo giro al Draft, ha deciso di fare ritorno. “Io mi preparo sempre al peggio, e questa non me l’aspettavo“, ha detto Underwood. Calcolate che a fine giugno i siti che si lanciavano nella preview di Illinois stagione 2020-21 scrivevano cose tipo: anche senza Dosunmu e Cockburn gli Illini resteranno una squadra competitiva in Big Ten. Pensate ora che sono rimasti. Iowa, Wisconsin, Michigan State e compagnia: siete tutte avvisate.

Paradossalmente, dopo una stagione chiusa con 13 vittorie conference, il più grande nemico di Illinois saranno le aspettative. “Sono rimasto per arrivare alle Final Four e vincere il titolo“, ha detto Dosunmu. Ecco, giocare quando tutti sono convinti che tu vinca e quando gli avversari vedono in te la squadra da battere non è semplice. E quello di Champaign da parecchio tempo non è un programma vincente.

Tra staff e giocatori, non sono molto abituati a gestire la pressione. Non a caso tra i tifosi c’è grande attesa per il match in casa di Duke previsto nel corso del ACC/Big Ten Challenge. Una vittoria contro i Blue Devils proietterebbe Illinois molto in alto.

Finito il capitolo “insidie”, sulla carta la squadra ha davvero tutto per far bene. Dosunmu e Cockburn sono le stelle, ma il supporting cast è degno di un top team. In guardia c’è il senior Trent Frazier, che parte in quintetto da quando era un freshman, e così il capitolo PG-di-esperienza è sistemato. Probabile la partenza (stante anche l’infortunio del transfer Austin Hutcherson che ha limitato la preparazione del ragazzo) di Da’Monte Williams, altro senior definito da Underwood “il coltellino svizzero della nostra squadra“. Dopodiché nello starting five dovrebbe comparire anche il freshman con maggiore talento, ossia Adam Miller (menzione d’onore nella Top 10 delle matricole).

Dosunmu Cockburn - IllinoisAyo Dosunmu e Kofi Cockburn

Non va dimenticato che in panchina, tra i lunghi, siede Giorgi Bezhanishvili (#19 nella Top 30 Europei), un 6-foot-9 potenzialmente talentuoso, che ha vissuto un’ultima stagione tra alti e bassi, ma che al terzo anno porta in dote anche un po’ di esperienza. Tra i nuovi arrivati si contano anche Andre Curbelo (una PG più propensa al passaggio), Coleman Hawkins (in teoria uno stretch four di 208 cm). Il che, considerando anche l’altro transfer Jacob Grandison, regalano a Illinois una panchina potenzialmente lunghissima.

L’anno scorso, principalmente grazie alla presenza di Cockburn sotto canestro, la squadra ha messo in mostra una difesa migliore dell’attacco. Da un lato, avere in intimidatore d’area efficace ha permesso alle guardie di poter difendere in maniera più aggressiva sul perimetro, mentre sul fronte offensivo la squadra non ha brillato (30.3% dall’arco, tra le peggiori della Ncaa). Quest’anno l’arrivo di  Miller, Curbelo, Hutchinson e Hawkins, uniti agli attesi miglioramenti di Dosunmu, dovrebbero permettere agli Illini di essere più pericolosi da 3.

Starting Five

G – Trent Frazier – Sr, 1998, 188 cm
G – Adam Miller – Fr, 2002, 191 cm
G – Ayo Dosunmu – Jr, 2000, 196 cm
F – Da’Monte Williams – Sr, 1998, 191 cm
F – Kofi Cockburn – So, 1999, 213 cm

Giocatori in evidenza

Ayo Dosunmu (16.6 punti, 3.3 assist, #2 nella Top 10 delle guardie) è il giocatore più atteso. A giochi rotti, ogni volta che Illinois ha avuto bisogno di qualcuno che togliesse le castagne dal fuoco si è rivolta a lui. In fondo, nonostante i quasi 2 metri d’altezza, il nativo di Chicago è una guardia a tutti gli effetti. Le sue dimensioni fisiche, l’esplosività e la naturalezza con la quale gioca sono i motivi per cui la Nba lo segue con attenzione.

Dosunmu peraltro è entrato al college nell’anno di Zion Williamson e RJ Barrett senza essere considerato una scelta sicura al Draft e si è conquistato pian piano le luci della ribalta. I problemi? La naturalezza con la quale palleggia o tira non si associa all’efficacia (29.6% da tre su 3.3 tentativi a partita) e in difesa, sia sulla palla sia in movimento, non sempre le sue doti atletiche riescono a sopperire alle sue distrazioni. Ma il margine per migliorare c’è. Eccome.

Se Dosunmu non è entrato in Ncaa come sicura star, il #2 della nostra Top 10 lunghi Kofi Cockburn (13.3 punti, 8.8 rimbalzi, 1.4 stoppate) anche meno. Per carità, anche lui prospetto 4 stelle, e sicuramente considerato un buon lungo, ma pochi si aspettavano che le sue doti fossero così spiccate. Difesa, capacità di concludere nei pressi del ferro, mobilità, grinta. Ha mostrato molte delle caratteristiche che si desiderano da un lungo. E la Nba ha preso nota. Se riceve profondo, con il fisico che si ritrova (213 cm per 130 kg di muscoli) al college semplicemente non si può contenere. L’unica ricetta è tenerlo lontano dal canestro, compito non facile (4° per OR% nella Big Ten).

Il suo punto debole: un bagaglio tecnico quasi inesistente quando si allontana dal ferro (tiro compreso). Quando riesce ad avvicinarsi sono due punti (conclude con quasi il 70% al ferro per Hoop-Math). In alternativa subisce fallo, che non è per forza un affare visto che non ha la mano quadra dalla lunetta (67.7%).

Curiosità

  • Questa estate, quando era indeciso se dichiararsi per il draft o meno, Dosunmu ha commissionato al suo grande amico Sam (detto “Sam with the cam”, due video-hype: uno nel quale si annunciava la sua partenza per la Nba e l’altro nel quale si parlava del suo ritorno al college. Sam li ha realizzati entrambi. Poi Ayo ha scelto di restare
  • Quando è stato reclutato Cockburn pesava 136 chili. “Non si vedono ragazzi così tutti i giorni“, ha commentato il preparatore atletico Adam Fletcher. Che poi lo ha messo a dieta. Obiettivo: 124 chili. Al momento Cockburn si trova a metà strada.
  • Alla fine della stagione 2017-2018, la prima allenata da coach Underwood, 6 giocatori hanno chiesto il trasferimento e lasciato la squadra e l’allenatore è stato accusato (accusa anonima) di “abusi verbali, razzismo e utilizzo punitivo degli esercizi in allenamento”. Underwood è stato sottoposto a un’indagine interna, che lo ha scagionato (sostanzialmente hanno sentenziato che ha solo modi un po’ bruschi). Ma fino alle 21 vittorie della scorsa stagione la sua panchina è stata considerata molto a rischio.

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