Quote by Ottimo Williams, male Hoiberg. Le pagelle

I due coach con meno speranze in estate si sono rivelati i migliori. Buzz Williams e Mick Cronin hanno fatto faville nella loro prima stagione alla guida di Texas A&M e UCLA. Chi, invece, era stato salutato come grande ritorno ha deluso, con evidente riferimento a Fred Hoiberg a Nebraska. Certo, un anno non basta per valutare il lavoro di un coach, ma, soprattutto per le panchine importanti, è spesso richiesta anche una prima stagione di livello per non perdere appeal rispetto ai recruit. A inizio stagione, avevamo affiancato un obiettivo a lunga durata e uno per il primo anno ai vari coach “esordienti”. Ecco i promossi e i bocciati, e quelli rimandati.

Bocciati

Se Williams è quello che ha fatto meglio la nuova Nebraska targata Fred Hoiberg è stata tra le peggiori squadre delle power conference, record complessivo 7-25 e 2-18 in Big Ten. Sette freshman e due transfer, una chimica mai sbocciata, l’ultima vittoria arrivata il 7 gennaio. Qualche elemento interessante c’è, Cam Mack su tutti, e l’ex coach di Iowa State ha già reclutato per la prossima stagione Trey McGowens, Kobe King e altri atleti dagli Junior College. Ma la stagione è stata disastrosa, voto 3.

La pagina di Kenpom dei CornHuskers fa paura

Jerry Stackhouse ha fatto sicuramente meglio dell’ultimo anno di Bryce Drew a Vanderbilt. Tre vittorie in Sec, 11 in stagione, nonostante una squadra giovanissima e nonostante il miglior giocatore, Aaron Nesmith, sia stato fuori gli ultimi due mesi. Scottie Pippen Jr. e Dylan Disu sono due pezzi pregiati su cui costruire, DJ Harvey, ex Notre Dame, sarà il leader l’anno prossimo, quando arriverà anche Issac McBride da Kansas. Voto 5 grazie alle convincenti vittorie contro LSU, Davidson e Alabama, ma più di questo non si può.

Sufficienti

Finire al 50% (16-16 e 7-13 in conference) può definirsi già un successo per Mike Young a Virginia Tech. Soprattutto se la conference in questione è una delle più competitive, ossia la ACC. Tanto più che Buzz Williams lasciando gli Hokies aveva portato con sé a Texas A&M una serie di recruit. A Young è rimasta una squadra piccolissima (Landers Nolley, una guardia sovradimensionata giocava da centro) che tirava una tripla ogni due possessi. Una squadra anche giovanissima, con diversi freshman lanciati come Jalen Cone, che però è riuscita a portare a casa la vittoria contro Michigan State. C’è una ragione se l’ACC è tra le conference più forti di tutte, ma gli Hokies sono riusciti a sopravvivere, finendo quartultimi. Voto 6.5.

Tante aspettative sull’Alabama di Nate Oats che ha chiuso con lo stesso record dell’ultimo anno di Avery Johnson. Ha lavorato più sui giocatori che sui risultati di squadra e ha reso Kira Lewis uno dei prospetti più intriganti del prossimo draft, mentre John Petty e Herbert Jones sono entrati nell’orbita degli scout. L’impronta del coach c’è (quarti per AdjTempo e metà dei tiri presi erano triple), ma la difesa è ancora da sistemare. Voto 6 sulla fiducia.

Non vi fate ingannare dal record truffaldino (20-12, 7-11), la prima stagione di Eric Musselman ad Arkansas è statapiù che  onesta. Nessun picco, un febbraio pessimo (sei sconfitte in nove partite) ma una sorprendente tenuta in difesa (57° AdjDef). Ci si aspettava un attacco migliore (55° in AdjOff) con la sensazione che l’allenatore non sia riuscito a ottimizzare il talento versatile di Jimmy Whitt e le qualità balistiche di Isaiah Joe. La vera domanda è: quanto è stato costruito per i prossimi anni? Poco e ora Musselman sta correndo ai ripari con i graduate transfer.  Voto 6, senza infamia e senza lode.

Promossi

Schizofrenica la UCLA di Mick Cronin. Prima parte di stagione in cui il coach ha dovuto capire cosa significasse allenare a Los Angeles. Le sconfitte contro Hofstra e Cal State Fullerton sembravano cattivi presagi e la stagione non era ancora entrata nel vivo. La partenza in Pac 12 è stata dignitosa(5-5). Poi l’esplosione a febbraio, 7-1, quando la difesa ha girato le viti. Squadra operaia, priva di un grande talento. Peccato che Daishen Nix abbia scelto la G-League. Il voto si ferma a 7 solo perché la prima parte di stagione non è stata all’altezza

Prima di arrivare a Williams, va menzionato anche Juwan Howard, che ha vissuto un’ottima stagione dell’esordio. Michigan ha sorpreso tutti durante la Battle 4 Atlantis, in cui hanno randellato chiunque, due sconfitte che hanno forgiato il cuore della squadra contro Louisville numero 1 e contro Oregon. I Wolverines poi sono sopravvissuti a una Big Ten durissima (10-10). Va detto che l’assenza di Isaiah Livers a gennaio ha pesato moltissimo (2-4 senza, 17-8 con lui). Per Kenpom, è stata la 16esima squadra della nazione, top 30 in attacco e in difesa. Voto 7.5.

BaskteballNcaa - Juwan Howard

Per la prossima stagione, ha perso in pochi giorni Isaiah Todd e Joshua Christopher

Il migliore della classe è Buzz Williams che ha sconvolto e sorpreso tutti in Sec (10-8), nonostante i nove giocatori andati via, i sei freshmen e un Orlando Invitational pessimo (ultimi). Il coach ha già impresso il suo marchio sulla squadra, con un ritmo soporifero, ai livelli di Virginia, e una difesa piena di “cazzimma”. Ha lanciato tre freshmen, preso il prospetto cinque stelle Manny Obaseki (per il 2021), ha battuto squadre più quotate come Alabama, Tennessee, Mississippi State Auburn e ha anche messo in crisi Kentucky. Voto 8.