Quote by Wiseman show, Texas Tech senza problemi

Due grandi big match, ma non solo: ci sono state altre 146 partite nell’opening night del college basket, con tante conferme da parte delle squadre migliori e alcuni giocatori, a partire da James Wiseman, che hanno subito mostrato il loro talento.

Vi abbiamo parlato qui di Duke-Kansas e di Michigan State-Kentucky, vediamo cosa è successo sugli altri campi.

Tutto facile per le big

Aveva il compito più difficile, con l’esordio in trasferta sul campo di Miami, ma Louisville ha chiarito subito perchè è considerata una delle top5 dell’anno. E in particolare, Jordan Nwora ha ribadito che di giocatori forti come lui ce ne sono pochi: 23 punti con 4/6 da 3 per una vittoria più facile di quanto dica il punteggio di 87-74. Ha ripreso da dove aveva finito Davide Moretti, con 3/4 da 3 per 13 punti, e Texas Tech si è sbarazzata facilmente di Eastern Illinois. Tutto facile anche per le altre big, da Maryland a Florida, da Gonzaga a Villanova. Le prestazioni più complete? 24 punti, 7 assist e 7 rimbalzi per Payton Pritchard di Oregon, 12 punti, 7 rimbalzi, 14 assist e 6 recuperi per Tyrese Haliburton di Iowa State.

Benvenuto James

Se Tyrese Maxey è stato il protagonista indiscusso della vittoria di Kentucky, non è certo stato l’unico freshman a confermare tutte le aspettative. E quando si parla di facce nuove, bisogna subito andare a Memphis con coach Penny Hardaway che ha schierato in quintetto solo giocatori al primo anno. Al di là di tanti facili canestri (28 punti con 11 rimbalzi) grazie ai suoi centimetri, James Wiseman ha dimostrato un’agilità e una fluidità di movimenti in attacco e in difesa che ne fanno davvero un giocatore unico nel panorama del college basket.

 

Convincente anche la prova di Anthony Edwards (24 punti e 9 rimbalzi) con Georgia, così come quella di Jahmius Ramsey (19 punti) con Texas Tech, più in ombra Scottie Lewis, 9 punti partendo dalla panchina per Florida.

Tiratori on fire

Ve ne avevamo parlato qui e già nella prima partita hanno fatto capire che le loro doti da realizzatore sono le stesse degli anni passati: 27 punti per Myles Powell nella passeggiata di Seton Hall contro Wagner, 26 per Jordan Ford nella sofferta vittoria all’OT di Saint Mary’s contro Wisconsin, 28 per Sam Merrill nella vittoria di Utah State contro Montana State. Ma meglio di lui in questa partita ha fatto lo Steph Curry della Norvegia, alias Harald Frey: 34 i punti per uno degli europei più interessanti del college basket.

Due brutte figure

Dopo tre anni passati in Nba ad allenare i Chicago Bulls, coach Fred Hoiberg si aspettava un ritorno un pochino diverso nel college basket. Invece la sua Nebraska ha segnato la miseria di 47 punti, perdendo nettamente in casa contro UC Riverside. Ancora più brutta e inaspettata la disfatta di GCU davanti al suo pubblico contro Davenport, college di Division II. La squadra di Alessandro Lever (5 punti in 37’) ha rincorso per tutta la partita, tirato 2/18 da 3 e perso anche la lotta a rimbalzo. Per coach Dan Majerle un esordio da dimenticare.

Bentornato Andrew

La storia più bella della prima notte di college basket arriva da Austin, con il ritorno in campo di Andrew Jones che ha realizzato il suo career high di 20 punti nella vittoria di Texas contro Northern Colorado. Alla guardia di Shaka Smart è stata diagnosticata la leucemia nel gennaio del 2018 e ha praticamente saltato le due ultime stagioni per curarsi. “Man, I can’t even explain the feeling”, ha detto al termine di una partita in cui è tornato a dimostrare perchè era considerato un giocatore da Nba.